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Per le aspettative suscitate, per la portata e per la traccia lasciata nell'immaginario collettivo, lo sbarco anfibio in Fylka figura nel pantheon delle operazioni militari nella storia dell'esercito della Nordia occidentale, chiave di volta della campagna per la liberazione della Fylka, il 6 giugno 1990 (non una coincidenza con lo sbarco avvenuto 46 anni prima in Normandia) è infatti solo il culmine di un'offensiva decisa diciotto mesi prima e poi proseguita per ottantacinque giorni nell'inferno fylkiano. Lo sbarco è senza dubbio un successo, ma la faticosa ed estenuante avanzata delle settimane successive fa temere di restare bloccati sulla testa di ponte come lo furono gli inglesi nei Dardanelli nel 1915. I Nordici occidentali sprofondano nella Linea Neumann e segnano il passo davanti a Canmark. Gomery, nominato comandante pro tempore delle forze di terra, con il compito di respingere i Nordici orientali attraverso il Sians in tre mesi, è fortemente criticato. Ma l'esercito nordorientale in Fylka - soffocato dal fallimento della catena logistica, indebolito dall'assenza di un armata vittima dell'offensiva nordoccidentale nel sud (Limone) che ha risucchiato ogni riserva disponibile dalla Fylka - finisce in questa guerra di logoramento.
Il destino si decide il 25 luglio, a sud di Saintburg. Un violento attacco dei Nordici occidentali rompe il fronte: i Nordici orientali, che non hanno abbastanza carburante e munizioni, crollano. Il successo si spiega anche in virtù di una combinazione unica: il piano basato sulle idee di Gomery (attacco su un fronte ristretto, con numerose forze di riserva) viene attuato alla perfezione da un reattivo esercito Nordico occidentale. Nel giro di una settimana, Patt entra a Bjerjord.
Neumann ordina una controffensiva a Moriam, per accerchiare le forze della Nordia Occidentale: un fallimento prevedibile che accelera la fine.
I Nordici orientali si ritrovano intrappolati. Solo l'incoerenza tattica dei generali nordoccidentali permette due volte a tre quarti delle forze nordorientali (a Falkburg e sul Sians) di sfuggire all'accerchiamento. Non c'è una Thordal in Fylka, ma il bilancio è altrettanto terribile. Le forze della Nordia orientale abbandonano la maggior parte del loro armamento, perdendo i loro uomini migliori. La battaglia si conclude con un successo nordoccidentale di portata inaspettata; il risultato di una pianificazione esemplare, di un'attenta preparazione e di un'esecuzione operativa talvolta goffa ma solida. Quando Gomery cede il comando ad Esin l'1 settembre, il fiume Sians è stato attraversato ovunque e il nemico è ormai sconfitto. Se l'è meritata, la nomina a feldmaresciallo.