Esigue utopie come rocche di sabbia dorate sul palmo della speranza si sgretolano allo sbuffo avverso del vento importuno al loro sbocciare in quella realità che scalfisce lieve i loro sogni, poiché di ovattata fralezza son le loro fondamenta! E come stelle cadenti sboccheranno disperse e morenti in nuovi paesaggi di altre dimensioni disegnate con calce e indaco a forma di frammenti composti in aghi astratti per ferire il cuore portando via con sé l'argento sciame non variegato di sabbia lucente nell'anima. E come polvere di stelle pennellate di acre balioso nel disincanto di quelle sconfitte quando impotenti a svelarsi nudi per essere rischiarati e ammirati come gemme dischiuse sul ramo sapiente di una molteplice speranza poliedrica in tutte le sue stagioni nel lungo andare della vita nella realtà, che vuol parlare al futuro auspicando il sereno celeste possa proiettare meteore a forma di chimere tra le mie mani proteste a riceverle esaudite.
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