COME TI RISTRUTTURO L'AZIENDA (PARTE SECONDA)

scritto da Baldo32
Scritto 15 anni fa • Pubblicato 15 anni fa • Revisionato 15 anni fa
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Testo: COME TI RISTRUTTURO L'AZIENDA (PARTE SECONDA)
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COME TI RISTRUTTURO L’AZIENDA (parte seconda)
LA MENSA
Scoppiò il problema della mensa. Poiché il gestore era vincolato da ani alla tariffa di lire 250 (siamo nel 1975), a cranio, più un piccolo contributo da parte della ditta per ogni pasto consumato dai dipendenti in un mese, egli si trovò ben presto, a causa dell’aumento dei prezzi, di fronte alla drammatica necessità di aumentare il prezzo.
Sennonché esso era politico ed i sindacati aziendali in un bel cartello chiarirono che a loro non interessava nulla dell’aumento dei costi per il gestore: quello era un problema nel cui merito non volevano assolutamente entrare.
Quando tra due vasi di ferro viaggia un vaso di coccio è ovvio che sia quest’ultimo a rompersi.
Fu così che da quel momento i commensali accusarono strani malesseri all’apparato digerente e molti furono quelli che soffrirono di “singulto postprandiale”. Una voce maligna insinuò che il gestore, allo scopo di far quadrare i conti, aveva fatto incetta dei gatti della zona, ma probabilmente questa fu solo una bassa diceria.
IL MODULO DI RICHIESTA
Per ottenere qualsiasi oggetto di cancelleria, oppure una riparazione o soltanto una fotocopia, occorreva - secondo una direttiva impartita dalla nuova direzione - un modulo in cinque copie, ognuna delle quali di colore differente, da inoltrare all’Economato con la firma di almeno diciotto dirigenti.
Uno degli uffici di cui stiamo parlando esaurì un bel giorno completamente i moduli a sua disposizione e quindi non poté richiedere più nulla.
Furono quelli momenti drammatici, che il capo dell’ufficio pensò bene di superare rivolgendosi telefonicamente all’Economato.
“Vi servono i moduli? - fu la risposta - Mandateci un modulo con la richiesta dei moduli, perché cosi non ve li possiamo dare”.
Da allora il personale di quell’ufficio visse nell’inattività più assoluta.
LE DUE CINQUANTENNI
Data l’esuberanza di personale, una delle segretarie della disciolta direzione venne smistato in Presidenza, con l’incarico di aiutare quella signora che aveva assistito da sempre gli uomini che erano pervenuti alla massima carica aziendale.
Un bel giorno giunse la notizia che entrambe le donne in questione erano state convocate dal capo del personale, in quanto il presidente, trovatele entrambe in malattia ed avendo la necessità di segretarie onnipresenti, intendeva cambiare le due cinquantenni con quattro venticinquenni.
Alle convocate vennero offerti dei soldi, alcuni buoni sconto valevoli per l’acquisto presso lo spaccio aziendale ed una gita pagata a Busto Garolfo.
Dopo un beve ed intimo travaglio, le due signore acconsentirono a varcare per l’ultima volta (nel senso dell’uscita) i cancelli dell’azienda, attratte soprattutto dall’idea delle gita nella piccola borgata lombarda.
LA FOTO
Si sa che nelle aziende, come nelle carceri e nelle caserme, le notizie viaggiano con velocità impressionante. Una di esse riguardava la fotografia che uno dei capetti, caduto in disgrazia, si era fatto fare sul posto di lavoro, seduto dietro la scrivania accuratamente sgombra di carte.
Perso il treno, in senso metaforico. in quanto non era riuscito ad accodarsi al suo diretto superiore, il quale nel grande trambusto era riuscito a trovare salvezza altrove,
il misero era nella condizione di non poter svolgere alcuna attività, poiché nessuno gli affidava la benché minima pratica.
Numerose furono le congetture inerenti il motivo che lo aveva spinto a farsi immortalare all’interno dell’azienda dalla macchina fotografica, ma tutto divenne chiaro quando si seppe che in cambio della negativa aveva ottenuto una congrua buonuscita, con la quale gli fu possibile aprire un proprio studio professionale in qualche parte del mondo.
I NUOVI UFFICI
Man mano che il personale vecchio e malandato spariva dalla circolazione, esso veniva sostituito dalle teste d’uovo provenienti dall’azienda “leader” del settore: fattorini, segretarie, manager di 1°, 2°, 3° e 4° livello. Giunsero perfino alcuni indovini ed un esperto in meccanica pesante.
Arrivò poi la squadra di demolizione, dotata di centinaia di pannelli di plastica e vetro, la quale costruì, al posto dell’ampio salone preesistente, una serie interminabile di bugigattoli, alcuni corredati di bagno, altri di doccia, altri senza servizi o addirittura privi di finestra.
Nei singoli uffici con bagno si insediarono le teste d’uovo che costituivano la gerarchia intermedia, il substrato su cui poggiava l’alta dirigenza; negli uffici con doccia trovarono posto le segretarie particolari e, infine, negli uffici senza luce vennero stipati gli impiegati sopravvissuti alla grande epurazione.
A coloro che osarono protestare per la mancanza di finestre, il capo rispose: “Dipingetevele sul muro e inserite in esse un paesaggio a piacere!”

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