Specchi deformi bramano periodi di irrealtà ipotetiche. Reali immagini mal celate dietro riflessi che non sai più decifrare mentre occhi s’aggrappano a corde di lacrime lunghe quanto la troppa altezza.
Iridi offuscate mai riposano guardando marciare schiene di angeli. Anime lunghe dietro cui cammini misurando il peso della vostra infinita distanza, trascinando valigie di consapevolezze fondate nella poca fede.
Bocche vuote masticano l’aria soffiata da ventagli di riviste. Arti sottili intrecciano doppie funi a strangolare i bei pensieri concepiti quando ancora potevi sentire la voce ormai fioca di chi ti diceva Salvati. Sei bellissima.
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