609(_639). Fole e Follie in Cascina Langhese

scritto da Dantaligo
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"Approfondisco" (in un Pozzo quasi senza fondo...) il ricordo fiabesco, ma reale, della Cascina già presentata nel sonetto 606. Anche per festeggiare i 5 anni in www.alidicarta.it.
- Nota dell'autore Dantaligo

Testo: 609(_639). Fole e Follie in Cascina Langhese
di Dantaligo

Premessa.
Il testo/canto è molto lungo (424 versi endecasillabi), quarto solo ai due canti (di 670 versi ognuno) del "Picciol Inferno in un Paesin d'Interno" (in Ali pubblicato a inizio 2021 in onore del 700enario della morte di Dante) e al canto dedicato al monte dolomitico Civetta (pubblicato nell'aprile 2023, di 532 versi), MA contrariamente a quanto fatto in precedenza con i su citati e analoghi testi fuori norma in terzine pubblicati, ho deciso di NON spezzettarlo presentandolo integralmente.

Decida il lettore, come si fa per un racconto/romanzo in prosa, quando fermarsi e riprendere, se vuole, in altro momento oppure abbandonarlo al suo destino (nel Cestino di Windows o similare).

Per chi ama le statistiche, sono riuscito ad utilizzare spesso rime con desinenza diversa nelle varie terzine. Nei  casi di eguale desinenza, i vocaboli usati sono comunque stati quasi sempre diversi. In tutte maiuscole i pochi vocaboli ripetuti in rima. Statistica (salvo errori) in calce.

  Un lunghissimo "pesce d'aprile", con endecasillabi in quantità (non qualità...) sufficiente per 3 Canti danteschi o 30 sonetti, indigeribile poiché pescato da mesi e dunque da ingoiare tutto di un fiato.
Se si rimanda la ingestione, la digestione è decisamente peggiore...come capitato a me... ;-)

609(_639). Fole e Follie in Cascina Langhese [27_01-01_04_2026]
[Terzine di endecasillabi tutti "a minore moscio" (accenti su 4°, 7°,10°), titolo compreso, & a rime incatenate]

[1]
C'era una volta un bambino curioso
che non riuscendo a toccare le Stelle
ricorse a un trucco peraltro ingegnoso

[2]
così facendo rischiando la pelle.
Per sua fortuna, o sfortuna, dipende,
ebbe d'estate vacanze monelle

[3]
che lo portarono a metter le tende
nella Cascina dei nonni paterni
dove il Fantàstico sempre risplende.

[4]
Furon compagni gli affanni materni,
ma non è questa la sede appropriata
per disquisire di shock e di inferni.

[5]
Torniamo dunque alla ricca pensata
di quel bambino dall'aria giuliva
che avea la mente intasata e abbagliata

[6]
da quei concetti che ancor non capiva,
frutti di un Cielo di giorno splendente
mentre di notte il Mistero vestiva.

[7]
Chi l'aiutò in un sìmil frangente
fu un vecchio Pozzo situato in cantina
presso l'entrata, e dall'Acqua Sapiente,

[8]
vero Padrone di quella Cascina
che fu composta, creata, all'intorno
per evitare l'altrui candeggina.

[9]
Cercò amicizia quel bimbo di giorno
col vecchio Pozzo incutente rispetto
per l'Armatura di cui era adorno.

[10]
Oddio...non era di Orlando il corpetto
o la corazza d'un tal Donchisciotte,
ma per il bimbo bastava l'aspetto

[11]
pauroso, oscuro, ed in specie di notte,
che inganna l'altro con l'acqua pulita
ma se qualcuno si accosta lo inghiotte

[12]
e senza fallo poi vince partita:
ondina esigua il suo truce sogghigno,
pur con tant'acqua la vita appassita.

[13]
L'antico Pozzo fu invece benigno
con quel fanciullo fuor della Realtà,
così aperse a quegli occhi il suo scrigno,

[14]
a quella mente estirpò cecità.
Di nottetempo, dall'acqua riflesse,
riempì di stelle la sua cavità,

[15]
davvero tante dal Cielo concesse
ad un bambino stupito e felice
in modo tal che toccar le potesse,

[16]
meravigliato ben più dell'Alice
senza bisogno d'avere un Coniglio
ed in sua tana d'entrar, traditrice!

[17]
Al bimbo parve di udire un bisbiglio
sorger dal Pozzo presunto dormiente
seguito poi da un verace consiglio:

[18]
"Non t'affacciare con testa cadente
per non ripetere il volo da scala!    [1]
Solo una volta è permesso incidente,

[19]
solo una volta il Destino regala
l'immunità ad un senza cervello
che non è scimmia ma forse koala

[20]
ed in caduta non torca un capello!"
Indi cambiò per fortuna argomento:
"Devi sapere che ho pure un fratello,

[21]
un fratellastro direi, da scontento,
io Pozzo Bianco ma lui Pozzo Nero,
al quale tu proprio dai nutrimento,

[22]
quel tale cibo di puzze foriero!
Vive in giardino ed a volte nell'orto
ma il mio consiglio è fuggirlo davvero!"

[23]
Così parlò quel Sapiente a conforto
di quel bambino oramai soddisfatto
di avere avuto con Stelle rapporto

[24]
senza dover rinunciare all'olfatto!
Curiosità è da sempre compagna
del bimbo pronto ad un nuovo contatto.

[25]
Il Caso volle che quella campagna
fosse gestita da dei contadini,
in quel Paesino votato a cuccagna

[26]
per chi covava pensier malandrini.
Il locatario due bimbe teneva    [2]
non ad altari ma ad altarini

[27]
dedite avendo la "sìndrome d'Eva",
ovvero prime a peccare dell'uomo
per poi insegnargli quel che non sapeva!

[28]
In tale senso il bambino non gnomo
in conoscenza del Bene e del Male
era senz'altro, ma il gusto del Pomo 

[29]
pure Proibito, faccenda inusuale,
solleticava la lingua e il palato
ad ogni istinto di tipo ancestrale.

[30]
Direbbe oggi che fu abusato
quella Morale che ormai imperversa
in cui è l'uomo che vien condannato

[31]
e di innocenza è invece sommersa
sempre la donna, prosciolta a prescìndere,
che in qualche caso poi ride perversa.

[32]
In ogni caso quel bimbo di scìndere
in quel momento il piacere dal gioco
non pensò proprio, ma poi a rescìndere

[33]
ogni contatto con bimbe e col fuoco
sulle sue guance, e per quella vergogna
fu redarguito da mamma non poco,

[34]
anzi costretto anzitutto alla gogna
dell'aggiornarsi quel povero istinto:
un pozzo nero mutatosi in fogna.

[35]
In verità il piccino convinto
a castità si trovò da due preti,    [3]
prozii parenti, con prediche avvinto.

[36]
Entrambi anziani, pertanto obsoleti,
eran fratelli così differenti
come le fiabe dai fatti concreti.

[37]
Se pure entrambi non eran clementi
con chi in superbia mostrava criniera,
eran peraltro abbastanza accoglienti

[38]
nella canonica con cameriera,
o con "perpetua" (siccome il Manzoni
a don Abbondio, ben più che preghiera,

[39]
l'avea donata a calmar le afflizioni
di cui il buon prete, ma tanto codardo,
soffriva certo in carenza in coglioni

[40]
e specie per qualsivoglia bastardo)
che per la cronaca Rita avea nome.
Quanto ai Prozii ponevan baluardo

[41]
alla nettezza del proprio cognome
che integerrimo avea da restare
senza 'se' 'ma' 'il perchè e il percome'.

[42]
Ma chi dei due era fisso all'altare
era Giovanni, vicino ai settanta 
terrore sommo nel suo predicare.

[43]
La folla in chiesa ascoltava, ma affranta,
il meno anziano per nascita avuta
che distribuiva col 'Credo' acquasanta

[44]
ma che in realtà le forniva cicuta.
In quella Messa organata e cantata
il Mattatore esplicava cazzuta

[45]
dotta esegesi di quella Vulgata
che lo elevava ad Apologeta
sommo e divino per folla frustata

[46]
dal mezzo-diavolo avvolto in pianeta!
Burbero in chiesa benevolo in casa
come il fratello Luigi l'Esteta

[47]
e la Perpetua di certo pervasa
di ammirazione pel Prete che in gonna
facea di reprobi tabula rasa

[48]
(pochi pentiti ma tanti in colonna
a confessione forzata obbligati...)
mentre pregava l'Iddio e Madonna

[49]
di perdonar quei Pagani frustrati.
L'Altro con sua tabacchiera in mano
(speranza ultima degli annoiati

[50]
di provocare starnuto cristiano,
solo pel naso in realtà frenesia,
pallida vece di orgasmo pagano)

[51]
nella canonica come abbazia
d'un religioso una volta officiante 
si rintanava. "E così sempre sia"

[52]
amava dire con tono scherzante.
Però il fratello provava a sgridarlo 
sollecitando ben duro e sferzante

[53]
il vecchio parroco ad aiutarlo
in redenzione dei sordi paesani,
anzi ancor meglio volere imitarlo.

[54]
Ma don Luigi, allungando le mani
con tabacchiera e con fare bonario,
"Non romper scatole a parrocchiani

[55]
sommo è precetto oramai lapidario"
controbatteva con mezzo sorriso
"più efficace del Santo Rosario

[56]
per guadagnarsi davver Paradiso,
poiché quel 'primo che scaglia la pietra'
si trova poi facilmente conquiso

[57]
dal peccator che si sa non arretra,
anzi sbeffeggia il superbo bugiardo
e fa buon uso di frecce e faretra!"

[58]
 La vicinanza dei Due fu baluardo
di quel piccino che fragile e acerbo
 era distante dal primo traguardo,

[59]
quello d'aver resilienza ed il nerbo
per contrastare vicende in famiglia
(che poi gli diede 'Sapienza del Verbo'...)

[60]
e non restare affogato in fanghiglia
da padre e madre spruzzata in litigi
che poi la vita del figlio scompiglia.

[61]
Furon d'aiuto puranche le effigi,
sacri decori per chiesa e parrocchia,
forse segnali in misteri e prodigi

[62]
da far tremare le vene e ginocchia    [Ciao Dur(o)_ante!]
a tutti quelli che passan per casti
ma non a chì / pensa sìa / la pastocchia

[63]
che nelle menti / può far / solo guasti
dei baciapile inondanti le chiese,
bersagli ambiti per gli iconoclasti.

[64]
Ma pel bambino un'Icona si accese
quando volò con stupor dalle scale
che solo in volo di fatto discese.

[65]
Il corrimano di quel cascinale
avea forme rotonde succinte
da approfittarne in un modo cruciale

[66]
per l'utilizzo ad di fuori di spinte.
Si mise in groppa al cavallo di legno
il temerario di idee variopinte

[67]
ed a discendere senza ritegno
con esultante baldanza iniziò.
Non mise in conto però che il sostegno

[68]
il suo equilibrio per nulla bloccò,
e pur sospinto da Forza malfida
(la Gravità, per la quale annaspò

[69]
nel capitombolo / che senza grida
al piano sotto in scalino seduto
lo proiettò da tentato suicida)

[70]
forse un miracol gli venne in aiuto
poiché rimase stordito ma illeso
in episodio mai più rivissuto.

[71]
Un candeliere di certo fu acceso
da madre e padre, per "grazia", in chiesa,
tante candele in evento inatteso

[72]
per non voluta ma lieta sorpresa.
Quel bimbo allora, di fatto precoce,        [4]
ebbe una prima, stupita, incompresa,

[73]
constatazione di vita feroce
che può concludersi in attimo nullo
fin dall'inizio nel modo più atroce.

[74]
Da allora in poi il graziato fanciullo
considerò con maggiore attenzione
ogni pericolo in proprio trastullo

[75]
che lo scagliasse in fauci al leone.
Curiosità è diffìcil che muoia,
specie riguardo a precise persone,

[76]
onde evitar d'esser preda di noia.
Occorre allora parlar dei cugini
che in compagnia portaron la gioia. 

[77]
Tre risultarono dunque i bambini
d'età graduata in casuale misura,    [5]
dediti al gioco ma specie ai casini.

[78]
Orbene avvenne in agosto e calura,
nelle vacanze sudate e volute,
che procedettero alla cattura

[79]
di tre pulzelle, che al giusto cresciute,
eran scalate d'età proprio un anno    [6]
rispetto ai maschi...per cui..."BENVENUTE!"

[80]
Era vicino a cascina un capanno
in cui trovarsi lontan dagli adulti.
Così iniziò dell'Amore l'inganno

[81]
per i tre bimbi soggetti a sussulti
quando giocavan con bimbe già donne
con i tre cuori impegnati in tumulti

[82]
per prima volta affrontanti le gonne.
Il primo bacio fu poi deleterio
poiché produsse quel sonno da insonne

[83]
per il frustrato, ahimè, desiderio
di prolungare di notte il convegno.
La doccia fredda non fu refrigerio

[84]
ma per riprendere un poco il contegno.
Irripetibile, ahimè, quel ricordo
sol confinato, del sogno, nel regno.

[85]
Passato quello, ci fu poi il trasbordo
dei tre cugini a ben altra faccenda
verso la quale era pieno l'accordo

[86]
più che ingozzarsi di frutta a merenda:
prima coi calci ed infine col Calcio
ad un pallon che entusiasmi riaccenda.

[87]
Una parentesi fu, uno stralcio,
di quella vita vissuta dai Tre
considerato da adulti un intralcio

[88]
poiché nessun / potea fare / Pelé!
Questo scrittor, non a braccia conserte,
ritorna ancora al curioso bebè

[89]
che nel suo piccolo fece scoperte
per cui provava / assai vivo / sconcerto
per risultanze, insolite e incerte,

[90]
circa quel Cielo da nubi coperto
da cui scendeva dell'acqua (di pianto?!
Seguente effetto del male sofferto?!)

[91]
quando a sé stesso accadeva altrettanto.
Però crescendo il Fantàstico sloggia.
Poco alla volta arrivò il disincanto,

[92]
con la Ragion che Superbia poi sfoggia
indifferente a illusioni ed a sogni:
non era pianto, se mai solo pioggia.

[93]
E scrive allor che Ragion si vergogni
di aver troncato ad un bimbo le Ali
di Fantasia necessaria ai bisogni

[94]
di quelli in nuce canali neurali,
senza le Quali un volare è possìbile
 sol dal protendersi di Artificiali

[95]
Intelligenze che fanno insensìbile
colui che non di silicio è composto
ma col cervello oramai inservìbile

[96]
tutto arruffato turbato scomposto 
 disordinato nei due emisferi,
perduto bruciato e infin decomposto

[97]
ben assai prima che adatti batteri,
quando sovviene sovrana la Morte,
lo annichiliscano nei cimiteri

[98]
vuotando il cranio non più cassaforte.
Per sua fortuna a quel Bimbo cresciuto
venne il Destino a donargli manforte

[99]
quando sembrava ormai tutto perduto
poiché alla porta non v'era l'A.I.
fornente inganno sembrante un aiuto.

[100]
Cattiva guida la ChatGPT
spalmata a cacchio tra gli_àdolescenti
che non conoscono l'ÀbBiCiDì,

[101]
ma pur gli_àdulti si fan conniventi
di "erudizioni" riunite/fornite in un'orda
che di Cultura son solo escrementi.

[102]
Al cui proposito il Vecchio ricorda
quelli piovuti dai buoi sulla strada
(fertile merda che polvere lorda)

[103]
quando nutriti per ben dalla biada
ed attaccati ai legni d'un carro
quel vispo Bimbo per la contrada

[104]
lo scorrazzavano in modo bizzarro
non sol di giorno ma pure la notte
infreddolito malgrado il tabarro.

[105]
Ma ciò permise allo "Astronomo" ghiotte
visioni lucide verso le Stelle
cadenti o meno, di certo a frotte,

[106]
innumerevoli ansiose fiammelle
desiderose far luce agli amanti
nascosti al buio, e lor sentinelle.

[107]
Il festeggiar poi con danze e con canti
la Lattea Via splendente nel cielo
mai più rivista da allora in avanti.


[108]
Il Clima folle preannuncia sfacelo,
tra luci e polveri e nubi inquinanti
sopra la Terra distende il suo velo,

[109]
lascia gli Umani atterriti ed affranti.
Peraltro il bimbo di questo era ignaro,
nel suo passato tra sogni ed incanti

[110]
non intaccati dal Gas e Denaro,
nella Cascina dal fosco Mistero
sulla cui storia necessita un Faro

[111]
che bene illumini il truce Sentiero
che nel Seicento così diramava
dal Casolare, a quel tempo Maniero.

[112]
Passa-parola nei secoli armava
la Maldicenza riguardo alle Suore,
l'Ipocrisia che il Convento abitava

[113]
nel predicar l'Umiltà e l'Amore,
non spirituale il diabolico intrico,
carnale forse con gioia ed ardore.

[114]
Così il sospetto nascente, impudico,
certo divenne nel tempo seguente:
a pensar male si scopre il nemico

[115]
pur se si pecca nel farlo sovente...
Infatti quando il Convento si chiuse
una scoperta fu fatta incipiente:

[116]
neonate ossa nel Pozzo diffuse,
macabro segno di aborti e delitti,
in cassaforte ormai mìsero accuse.

[117]
Onde sian salvi di tutti i diritti,
su tali eventi incresciosi ed orrendi
proprio nessuno vergò manoscritti.

[118]
Forse a conferma dei fatti tremendi
secoli dopo pensò un Antiquario
con una serie di espliciti addendi

[119]
peraltro assunti siccom volontario.
Costui lo fe' da lontano parente,
di tale scelta alla fin corollario.

[120]
In quel Convento era infatti presente
un certo Affresco del Milleseicento
(che a quei fatti era forse attinente...)

[121]
in Sala posto e dal chiaro argomento.
Forse è la prova nei secol rimasta
che pure oggi produce sgomento.

[122]
Dipinta Immagin di Vergine Casta
mentre un Serpente Diabolico schiaccia,
ovvero il Male contrasta e devasta.

[123]
Ma la Realtà poi l'Ipocrita scaccia
se l'Antiquario ci mette del suo
e di Finzione allor scopre la traccia.

[124]
Quel tale Affresco non è proprio "fluo",
cangiante inteso a riflessi sfumati,
bensì contiene un "Dipinto per Duo"... [7]

[125]
E non si può non restare ammaliati
dall'Antiquario parente del Bimbo
ridante vista ai suoi occhi annebbiati.

[126]
 Malgrado Vergin con luce del Nimbo,  [Aureola]
tolta la maschera al "Nuovo" Dipinto,
 interpretarlo non sta più nel limbo.

[127]
E così fece quel Tecnico accinto
a penetrar nell'Affresco con spinta
data alla mano ed all'unghia d'istinto:

[128]
non si fermò alla crosta dipinta
ma con il pollice e tanta sapienza
scrostò Pittura finché l'ebbe vinta.

[129]
E la sorpresa premiò la pazienza.
Poiché quel Serpe NON fu calpestato
ma MORSE IL PIEDE con chiara evidenza!

[130]
Blasfemo dunque il final risultato:
soccombe infatti la Vergine affranta
fronte al Demonio aggressivo e celato

[131]
in quel Dipinto che di sana pianta
fu ridipinto nel segno di Inganno
mescendo il Diavolo con l'Acquasanta

[132]
così beffando color che non sanno
o colti son da imprevista catàfora:
meglio del Male comunque il malanno...

[133]
Rispetto a Suore, è la chiara metàfora
già conosciuta in "Sepolcri Imbiancati"
e ricordata assai spesso in Anàfora.

[134]
Puri di fuori e corrotti a più strati
stanno gli IPOCRITI, ma messi a nudo
anche se sono bugiardi sfrontati

[135]
e di menzogna utilizzano scudo:
il Falso annega ed il Vero sta a galla...
Ma di Antiquario ora storia concludo.

[136]
Giunto alle Stelle piombò nella stalla
dopo aver fatto amicizia col piombo    [8]
e trasformato sua unghia in pialla

[137]
di cui non colse il Maligno rimbombo.
Tossicità che dal pollice avanza
fino a caduta dal truce strapiombo

[138]
verso una fine che è senza speranza.
Sembra diabolico quello che accade
per un tumore, in mortale sostanza,

[139]
che poi tremendo il suo corpo pervade.
Tornando al Pozzo ed al truce segreto
che il Bimbo_Anziano ormai invero persuade:

[140]
tutta quell'acqua ha il gusto di aceto
(nutrente l'orto il frutteto e la vigna...)
e allor capisce di berla il divieto.

[141]
Tastiera infine i suoi tasti digrigna,
racconta Fole di certo non Balle!
Ma insieme a Suore il Demonio sogghigna...

la userà come acchiappa-farfalle!


Note.
[1] Vero episodio vissuto dal sottoscritto a 4-5 anni. Dal 2° piano mi ero messo a cavalcioni del corrimano all'inizio della prima rampa di scala discendente per giungere al piano rialzato intermedio sottostante ma appena iniziata la discesa persi l'equilibrio e con una capriola (salto "mortale" di certo non voluto e specie "non autoguidato"...) mi ritrovai SEDUTO sull'ultimo o penultimo scalino della seconda rampa discendente, perfettamente illeso salvo leggero dolore al fondo schiena, come ovvio... Un volo "acrobatico" di almeno 3 metri... E poi in tanti non credono ai miracoli... Ne rimerò più avanti, nelle terzine da [64] a [70]. 
[2] Primo approccio (passivo, avevo circa 5 anni) con il "sesso in senso lato", ma ancora molto vivo nella mia memoria, già raccontato con dovizia di particolari sempre in terzine ma diverse per contenuto e per accentazione ritmica (dalla [7] alla [16]) nel testo dal titolo "A.Autobiografica-Canto IV-Parte_1di3" (pubblicato in Ali il 7 ottobre 2022).
[3] Zii di mio padre, don Luigi il più anziano (con tabacchiera in mano dx che percuoteva l'altra mano ritmicamente ciclicamente indefinitamente prima di inserirsi nel naso una briciola di tabacco da starnuto) che in pratica ormai da molti anni non officiava/celebrava più messa, tutto sommato un brav'uomo casalingo che non rompeva le scatole come invece il fratello, don Giovanni, vero terrore domenicale dei parrocchiani (grandi e specialmente piccini, tra i quali il sottoscritto dai 4-5 ai 10-12 anni...poi dopo decisamente meno...) obbligati a presentarsi almeno alla messa domenicale solenne (cantata e organata) delle 10:30 pena praticamente, in caso negativo, di "scomunica immediata per tali pagani del Pagus langhese" con tanto di indicazione puntuale e puntuta erga omnes (alla faccia della privacy) dei reprobi. Avevano Rita, una parente, come domestica o "perpetua".
[4] "di fatto precoce" = precocemente
[5] "d'età graduata in casuale misura" = correvano 3 e 7 anni tra il più anziano (io) e gli altri due.
[6] "eran scalate d'età proprio un anno" = se tra i cugini la graduazione d'età era casuale, così non si potrebbe/dovrebbe sostenere per le tre bimbe ospiti, insieme ai propri genitori di Savona, in una "dependence" della cascina. Infatti, al tempo della prima conoscenza, la "scaletta" dei bimbi era 11-8-4 anni dai fantasiosi nomi, oggi "nick", Gianni grande, Luisetto, Gianni piccolo, mentre quella delle bimbe 10-7-3 anni (!) e i loro nomi rispettivamente Annamaria, Margherita, Giuseppina (dei primi 2 sono sicuro del terzo meno).
[7] bensì contiene un "Dipinto per Duo"... = contiene un Dipinto x 2 ovvero un DOPPIO Dipinto...
[8] "dopo aver fatto amicizia col piombo" = le antiche pitture utilizzavano colori al piombo, elemento noto per la sua tossicità. Da ciò forse la tragica conclusiva vicenda narrata. Assodato comunque che il tumore risalì dalla mano al braccio fino a invadere il resto del corpo.


Nota conclusiva.
L'episodio narrato nel finale, e per nulla "romanzato", non è che uno dei tanti fatti/eventi misteriosi e negativi che avvenirono nella Cascina ancora per molti anni prima e dopo la mia infanzia, tanto che l'ultima padrona dell'ex Convento, la moglie di uno dei due cugini morto in circostanze tragiche, ha provveduto recentemente a disfarsene, certo senza troppi rimorsi per la vendita. Può darsi che in futuro riprenda a narrare la "storia (molto) oscura" del Casolare nelle Langhe


Statistica: rime usate nei vari versi, ordinate secondo le terzine riunite ogni 10.

0. oso

1. elle* Stelle pelle monelle
erni
ende
ata* appropriata pensata abbagliata
iva
ente*** splendente frangente sapiente
ina
orno
etto* rispetto corpetto aspetto

10. otte* Donchisciotte NOTTE inghiotte
ita
igno

esse
ice
iglio
ente*** dormiente cadente incidente
ala
ello

20. ento* ARGOMENTO scontento nutrimento
ero * Nero foriero davvero
orto
atto
agna
ini* contadini malandrini altarini
eva
omo
ale* male inusuale ancestrale
ato* palato abusato condannato

30. ersa
ìndere
oco
ogna
into* ISTINTO convinto avvinto
eti
enti* differenti clementi accoglienti
iera
oni
ardo* codardo bastardo BALUARDO

40. ome
are
anta* settanta AFFRANTA ACQUASANTA
uta
ata* cantata Vulgata frustata
eta
asa
onna
ati** obbligati frustrati annoiati
ano

50. ìa
ante
arlo
ani
ario
iso
etra
ardo* bugiardo BALUARDO traguardo
erbo
iglia

60. igi
occhia
asti
ese
ale* scale cascinale cruciale
inte
egno* legno ritegno sostegno
ò
ida
uto* seduto AIUTO rivissuto

70. eso
esa
oce
ullo
one
oia
ini* cugini bambini casini
ura
ute
anno* anno capanno INGANNO

80. ulti
onne
erio
egno* convegno contegno regno
ordo
enda
alcio
è/é
erte
erto

90. anto
oggia
ogni
ali
ìbile
osto
eri
orte
uto* cresciuto perduto AIUTO
ì

100. enti* adolescenti conniventi escrementi
orda
ada
arro
otte* NOTTE ghiotte frotte
elle* STELLE fiammelle sentinelle
anti* amanti canti avanti
elo
anti* inquinanti affranti incanti
aro

110. ero* Mistero Sentiero Maniero
ava
ore
ico
ente*** seguente sovente incipiente
use
itti
endi
ario
ente*** parente presente attinente

120. ento* Milleseicento ARGOMENTO sgomento
asta
accia
uo
ati** sfumati ammaliati annebbiati
imbo
into* Dipinto accinto ISTINTO
inta
enza
ato* calpestato risultato celato

130. anta* AFFRANTA pianta ACQUASANTA
anno* INGANNO sanno malanno
àfora
ati** imbiancati strati sfrontati
udo
alla
ombo
anza
ade
eto

140. igna
alle


[Dant_E_sausto]

609(_639). Fole e Follie in Cascina Langhese testo di Dantaligo
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