Solo metodi naturali

scritto da FlorianX
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Testo: Solo metodi naturali
di FlorianX

Giorgio, un lavoratore dipendente del macello in città, vicino casa sua, per il suo compleanno ha deciso di portarsi a casa un bel sacco di frattaglie: scarti raccolti sul pavimento del reparto sezionamento.
Arrivato a casa, si prepara cinquecento polpette di frattaglie di qualsiasi tipo e se le mangia.
A un certo punto sta male, steso sul letto, ma continua a dire alla madre:
«Portami altre polpette di frattaglie. Se voglio guarire, ne devo mangiare ancora di più.»
Più stava male e più insisteva:
«Continua, continua. Se non me ne dai tantissime peggiora.»
Vomita, si contorce, poi si pulisce la bocca e dice:
«Ecco, vedi? Vuol dire che sto guarendo. Ma dammene ancora.»

Dopo diciotto giorni Giorgio aspetta ancora di guarire.
Ormai, manda direttamente la madre davanti al macello, dove un collega complice gli prepara un sacco pieno di frattaglie ogni giorno.
A casa se ne accumulano montagne. Molte sono già marce, ma lui continua a mangiarle.
Prima di questa dieta, pesava 52 chili. Ora ne pesa 145. Occhi spiritati, insanguinati, respiro affannato, quella specie di rantolo ruvido ogni volta che butta fuori l’aria.
Ogni tanto chiama al lavoro con quella voce gracchiante e dice:
«Non vi preoccupate, sto guarendo. Presto sarò di nuovo in squadra.»
E dall’altra parte:
«Ma sei sicuro che stai bene? Ti sentiamo strano.»
«Sì sì, non vi preoccupate. Sono in via di guarigione. Portatemi altre frattaglie.»
Poi si sente un tonfo: il telefono gli scivola dalle mani unte e bisunte di grasso.
Un giorno arriva perfino una troupe televisiva: si è sparsa la voce.
Ma non riescono a entrare in casa dalla puzza di marciume.
Allora fanno un collegamento in videochiamata. Lui appare in televisione, steso sul letto, circondato da sacchi di frattaglie.
Rassicura tutti:
«Non vi preoccupate, presto tornerò a lavorare.»
L’intervistatore gli chiede:
«Lei crede davvero in questa dieta? Pensa che guarirà?»
«Certo. Avrei potuto prendere le medicine e in una settimana sarei stato benissimo. Ma io voglio guarire solo con metodi naturali.»
Un giorno la madre dimentica le chiavi in casa.
Quando torna, lui non può aprire: è troppo pesante per alzarsi, e il pavimento è ormai una distesa viscida di frattaglie.
Arrivano i vigili del fuoco. Devono entrare dalla finestra, con la maschera antigas.
Lui, dal letto, mentre mastica frattaglie crude, dice:
«Aspettate, aspettate… prima di aprire la porta a mia mamma, passatemi quei sacchetti di frattaglie.»
I vigili scivolano.
Uno cade.
L’altro prova ad aiutarlo e cade anche lui.
Un bagno completo di frattaglie marce: schizzi sui muri, sui mobili, dappertutto.
Lui continua a mangiare, con la bocca insanguinata di grasso:
«Mi raccomando, vigili, non vi fate male.»
Per dieci minuti provano ad alzarsi, aggrappandosi l’uno all’altro, ma continuano a scivolare. Alla fine decidono di “nuotare” sul pavimento per arrivare alla porta.
Arrivano.
Si appendono alla maniglia.
«Oh no… è chiusa da dentro. Ma le chiavi non sono attaccate alla toppa.»
Provano a chiamare rinforzi.
Uno ha il telefono.
Ma le mani viscide fanno schizzare via anche quello, che finisce chissà dove tra le frattaglie.
A un certo punto:
clic.
clac.
clic clac.
La porta si apre.
Compare la madre sulla soglia.
I due vigili, stesi tra le frattaglie, la guardano in silenzio, con l’espressione vuota.
Lei li osserva un secondo e dice:
«Oh… scusate. Ho trovato le chiavi. Erano finite dentro la fodera del borsello.»

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