L’odore del caffé che hai preparato.. mentre io ancora galleggio nel sonno. Lo sento arrivare.. e poi arrivi anche tu.. ti siedi sul letto, sorridi, e mi dici: “Andiamo al mercato?” Hanno sempre le stesse cose.. penso… ma sono belle, le stesse cose… Fuori c’è un vento caldo, che accompagna l’odore del porto… Che non è un buon odore, ma mi piace da morire, perché è l’odore di Palermo, e non lo trovi in nessun altro posto al mondo. Ti fermi alla bancarella dove ti sei fermato anche la scorsa domenica, e fai le stesse domande... sono mesi che chiedi il prezzo del mobile a vetri. Ma la signora ormai ti riconosce, e ti lascia giocare … Anch’io ti lascio giocare.. quando ti improvvisi storico dell’arte con la straniera avvenente che rovista tra i fascicoli dei “pittori del novecento”. E’ bello guardarti, e sapere che non potrai mai vederti con i miei occhi.. Poi ti volti, mi cerchi con lo sguardo sorridente e allora … ecco quell’angolo di luce, quell’angolo di luce che vedo solo io…
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