Da: Come foglia al vento

scritto da alberto barletta
Scritto 11 anni fa • Pubblicato 11 anni fa • Revisionato 11 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di alberto barletta
al
Autore del testo alberto barletta
Immagine di alberto barletta
al
genere autobiografico
- Nota dell'autore alberto barletta

Testo: Da: Come foglia al vento
di alberto barletta

Invano ricerco l'origine di colui che a me
s'asconde. Risuona in me il suo mistero
come la risacca del mare che abbraccia
la grotta custodendone il segreto.
Eppure guardo la vita attraverso i suoi
occhi ricolmi della purezza estatica
del giusto. Attendo che l'ora insonne
tramonti nell'eternità assordante
del suo silenzio..
------------------------------------------------------
Ora che ho smarrito ogni parvenza di sanità
mentale, avvezzo a riguardare l'immagine
inesatta della mia follia agitarsi nello specchio
di un bagno del reparto di psichiatria.
Non posso che risalire dal baratro
esistenziale che mi ha divorato.
E godere del respiro felice della superficie
illuminata dal sole che rende radioso
il cileo livido di un inverno doloroso.
-------------------------------------------------------

Circumnavigo la vertigine folle dell'ubriaco.
Esploro il periplo angosciante delle mie nevrosi.
E ci sei sempre tu, amata Morte, a ricordarmi
che sono giunto al confine invalicabile
di un mondo che collassa sotto il peso
della mia disillusione.
------------------------------------------------------------
Mi aggrappo alla sacralità
della mia mortalità: mi rifugio
nell'ombra materna dei reietti:
e cullo nella sera il dolce affanno
della pena.
------------------------------------------------------------
S'ode morire l'ora in cui si offre l'olocausto
per placare l'orrendo divorare del dio
del divenire. Rinascendo muoio nel rituale
che mi consacra sacerdote dell'assurdo.
E rivivo l'attimo eterno che rivela il fato
futuro che mi spia con l'occhio assetato
dell'ultimo raggio di sole che si spegne
proclamando la mia fine. Inutile insorgere
contro il volere che si fa beffa dela martire
celeste, vano indossare il cimiero eroico
del santo, invano sfoderare l'arma
urlando la mia sete di rivalsa, senza
la presenza autorevole di colui
che eterna il mio coraggio, è misero
perfino bramare la vittoria del giusto.
Da: Come foglia al vento testo di alberto barletta
0