Un guerriero sa benissimo che la sua strada è costituita da calma, coraggio e perseveranza, la meditazione per lui è l'addestramento principale poiché egli sa a pieno che la propria mente sia prima di tutte la più tagliente arma e per affilarla il più possibile, gl'occorre una maestosa e rigida calma.
Porta sempre con se nel tragitto dei suoi lugubri sentieri, avente sulle prosperose spalle, una libera fondina, dove impaziente e speranzoso attende nel colmarla con una qualche sorta d'innovativa "spada", paragonata a quella cui può risultare, un'eridataria abilità innata.
Le armi per lui, non sono nient'altro che un maligno ingegno, architettato dai propri simili, la quale tentano invano nell'imitare gl'infiniti disastri naturali, composti dai molteplici tuoni e temporali cui riserva di tutti la vita, ignari del fatto che non ci sia alcuna possibilità nel dominare tutto ciò ci circonda, cui per una qualche presunta ragione è stato dato vita.
Un guerriero, molto di rado, accetta di chiunque durante il suo lungo cammino, gli svariati proposi consigli poiché esso come un aquila reale, preferisce in totale autonomia, dove fondare le proprie convinzioni con i radicali artigli, consapevole che una "preda" sia caccia bile, solo se seguita dalla parola dei singolari istinti.
Per lui ciò che a tutti può sembrare reale non è reale, il suo sguardo è un'ancora esploratrice del più profondo fondale, acquistando la piena stabilità solamente su cui si riesce ad aggrappare, poiché consapevole della diversità d'ogni tipo di "terreno" fondale marino.
L'autentica guerra per cui esso si batte, certamente non sarà mai legata ad una meschina causa obbligata come di tipo patriarcale, mercenario unicamente solo per i propri ideali, s'avvia con piena sicurezza di se stesso come un cacciatore di taglie nell'acciufar i propri avversari, astratti alla vista la quale essi somiglianti ad infettivi parassiti, risiedono nei luoghi più viscerali.
Ecco appunto la vera motivazione alla causa del suo quasi eterno cammino, ansioso d'arrivare in anticipo, prima del suo più acerrimo nemico minaccioso fato, impossessarsi delle sorti del proprio destino, trionfando così come su un governante, vorrebbe realizzare un qualunque ribelle "cittadino", illuminando di conseguenza la lunga via percorsa al di fuori dell'originario villaggio, come trofeo una vivida "lanterna" piena di luce sgargiante.
Insegnerà poi ritornato, al suo popolo ed a vari componenti di vari clan di un dojo, quale essa sia la reale guerra che tutti i guerrieri del pianeta devono realmente affrontare, la pace e la guerra sono entrambe, dei saggi maestri che possono insegnare, allo stesso modo d'un popolo però con differenti culture e leggi cui possono concordare, sarà quindi la più autonoma decisione chi realmente si dovrà ascoltare, ma si sa, prima della guerra la pace, proprio come un vero fuggiasco eremita ardua sarà la fortuna di poterla trovare.
La guerra non è solo uno scontro organizzato o mal causato da varie forze militari, essa viene generata dell'inadeguato servizio, prestato dai molteplici soldati di differenti "corpi" celebrali,causando irrefrenabile caos, portatore di vari disperati disastri naturali.
La via del guerriero va quindi intrapresa, solo una volta raggiunta la piena consapevolezza e fiducia di sé perché, quando si varcheranno le porte d'uscita dal proprio villaggio, ad aspettarti vi sarà l'ignoto mondo delle tenebre, la sola arma di cui disporrai, sarà nonché il tuo molto costante sottovalutato coraggio, la quale con il lungo andare del cammino, vi si potrà trovar fiducia ed una perfetta intesa, uscendone come un sole trionfante, avvolto dalle più oscure claustrofobiche nuvole, facendosi spazio raggio dopo raggio...
La via del guerriero testo di Poeta urbano