Testo: Se troppa perfezione t'inromita di Paolo Melandri
Se troppa perfezione t’inromita al cieco cambusiere pien d’abbaglio, verace donna, e il fardo sulle dita tremule non è polvere d’incaglio,
il dissipar contorto d’un garbuglio per entro al ginepraio che galleggia su scalfitture e miasmi d’un intruglio s’attempa e ingromma in fondo all’atra veggia.
Salvami dalla fogna degli scheletri! portami fuor dell’ignea carbonaia, d’un palinuro dalle atroci chele districami e dal tanfo della raia
mucida e di lamprede putrescenti! Solo così la notte cui s’inostra dissolverà il perfiato ch’oggi imprenti del tuo dolzore e d’ansima s’inchiostra.
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