E quando le carni attaccate e dolenti soffriranno la lacerazione ed i vermi vigliaccamente banchetteranno con il rimaner di noi forse una luce potrebbe darci nuova speranza ma occhi non possono vederla ed a niente sarà valso conservare ricordo di frivoli attimi che come suicidi maturi sfilano sulle tombe delle nostre anime … non si udirà più il cupo vocalizzo del gabbiano dalle ali ormai insanguinate e come un urlo muto lacera il chiasso silenzio del cielo dimenticato pioggia di lacrime bagnerà il nostro capo putrefatto e laverà via lodi ed infamie ormai inutili a noi mentre le anime si accingeranno ad incrociare una vita che vita non è per ricevere il dono delirante di una morte che non può uccidere ciò che già è morto prima di nascere.
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