I miei sensi non parlano Perché ogni cosa è muta? Perché il candore appare solo in sogno E la chiarezza Nelle notti sprofondate Di vino?
Perché il velo mi acceca? E perché più desidero meno sento?
È preclusa la mia essenza Non ci so più parlare È fuggita Stanca dei miei errori O delle troppe cose giuste
Cenere Liscia e molle Il mio ventre Si incurva sotto il peso di se stesso Come un castello di sabbia Frana E resto collosa di viscere Che niente dicono Se non il mio senso animale Sporco E vuoto
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