La garzetta

scritto da giorgiog1
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Testo: La garzetta
di giorgiog1

Garzetta bianca
sfiora l’acqua che trema —
luce in volo.

La garzetta (Egretta garzetta) è una delle presenze più luminose delle nostre zone umide. Snella, interamente bianca, con becco nero, zampe nere e piedi gialli, si distingue dall’airone bianco maggiore, più grande e massiccio, dal becco giallo e dalle proporzioni meno filiformi.
In volo è una linea pura: collo ripiegato a S, zampe distese all’indietro, battito d’ali lento, quasi misurato.
Il suo nome scientifico è "Egretta garzetta", appartiene all'ordine dei Ciconiformi ed alla famiglia degli Ardeidi.
Little egret in inglese, aigrette garzette in francese, seidenreiher in tedesco, garceta comun in spagnolo.
Menghixeddabianca in Sardegna, aigrette in Piemonte, airon bianc in Lombardia, aghella in Versilia, grassotta janca in Sicilia, airone piccolo a Pisa.
L'abito nuziale è contraddistinto da una lunga cresta di penne filiformi sulla nuca e da un ciuffo di penne ornamentali che ricadono sul dorso. Emette un verso gracchiante e ripetuto; maschio quasi uguale alla femmina.
In epoca vittoriana, le penne scapolari della garzetta erano utilizzate come ornamento sui cappelli delle signore, se ne faceva caccia spietata e l'animale quasi fu portato all'estinzione.
La garzetta frequenta paludi, canali, stagni, fiumi e risaie. Si nutre di piccoli pesci, anfibi, insetti, crostacei e molluschi, che cattura con tecniche diverse:
camminando lentamente in acqua, in attesa del momento giusto;
agitando una zampa per attirare prede curiose;
tuffandosi dall’alto;
planando con le ali aperte per eliminare il riflesso dell’acqua e vedere meglio ciò che si muove sotto la superficie.
La sua abilità è tale che non sono rare le immagini che la ritraggono con due pesci stretti insieme nel becco.
Le colonie più numerose si trovano nel Nord Italia, soprattutto nelle aree risicole tra Vercelli, Novara e Pavia, che ospitano circa il 40% della popolazione nidificante. Presenze più sparse si trovano nel Centro-Sud e in Sardegna.
Le popolazioni italiane mostrano un comportamento parzialmente migratorio: gli individui del Nord tendono a spostarsi verso il Mediterraneo occidentale e l’Africa nord-occidentale. Molti soggetti del Centro-Sud diventano stanziali grazie agli inverni più miti.
Il corteggiamento avviene da fine marzo a fine aprile. Le uova (blu-verdastre, in media 4) vengono covate per circa 20 giorni. Nidifica in colonie miste insieme ad altre specie, costruendo grandi nidi tra i cespugli più alti o fra i rami dei salici e dei pioppi. I pulcini rimangono nel nido per circa 30 giorni.
Il nido viene costruito in colonie poste in prossimità dell’acqua, generalmente su arbusti o anche grandi alberi. Le uova vengono deposte dal mese di aprile, e covate da entrambi i sessi per circa tre settimane. Ogni coppia alleva una sola covata all'anno ma nella stessa colonia il periodo riproduttivo può durare da aprile ad agosto perché le coppie non depongono le uova tutte nei soliti giorni.
Spesso capita di osservarla impegnata in schermaglie per la difesa del territorio.
Scriveva il Savi che "in Toscana ne covano nel Padule di Castiglion della Pescaja, si dice che nidifichi tanto in mezzo ai giunchi , quanto sui rami degli alberi."
Le sue dimensioni sono le seguenti: Lunghezza: 55-60 cm; Peso: 400-600 gr; Apertura alare: circa 100 cm.Le osservazioni degli ultimi anni confermano una forte adattabilità alle zone umide antropizzate (canali irrigui, vasche di decantazione, risaie), un aumento delle colonie miste con aironi cenerini, nitticore e sgarze ciuffetto, una crescente presenza in aree urbane peri-fluviali, dove trova cibo facilmente.
Mentre le principali criticità segnalate sono dovute alla perdita di habitat per bonifiche, urbanizzazione e agricoltura intensiva, al disturbo nelle colonie durante il periodo riproduttivo, all'inquinamento delle acque e riduzione delle prede in alcune aree, alla siccità prolungata, che riduce la disponibilità di zone umide temporanee.

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