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Cosa ti aspetti da me, un bacio
un taccio per non deluderti,
cosa vuoi, che voli sugli altopiani
delle Azzorre,
che atterri sulle azzurre crepe
della Luna, vuoi un canto
che ci consoli
commuovendoci ancora..?
Sei la mia carezza, una carezza
di primavera che si apre coccinella
all'alba,
tu non perderla mi dicevi
questa carezza che spezza
la solitudine,
questa ragione per continuare
a percepirsi,
sei la mia carezza senza pentirsi
mentre si apre il nostro cosmo dentro.
Teniamoci le mani
noi che siamo eterni passeggeri
su isole secondarie, cosa vuoi da me
navigare sulle onde di un mare
in tempesta mentre la nostra barca
è un incipit di tempo e spazio..?
Sei la mia carezza in una costante
razionalità,
due punti esclamativi nella nostra
inegualità.
Siamo due estranei che si conoscono
da mille anni, siamo pacifici,
ogni tanto un litigio
ma non facciamo danni, una guerra
silenziosa maestosa, estrosa intrisa
di giochi e qualcosa di buono.