Guardando Grige nubi con Ali Infuocate

scritto da DaniSears
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MANIFESTO per una poesia contemporanea schierata
- Nota dell'autore DaniSears

Testo: Guardando Grige nubi con Ali Infuocate
di DaniSears

Ho letto Gianni Pozzi
Antologia della poesia italiana 900.
L'800 aulico, stantio, asfittico
messo in soffitta.
Guido Govoni, Aldo Palazzeschi
il Vociare che denuncia
sepolto dalla Ronda
e poi la folgore netta contro il cielo
del caposcuola ermetico
con Montale e Quasimodo in scia.

Per chi ama la poesia questi nomi
fan tremare i polsi. Mi chiedo 
qui su ALI, è poesia contemporanea
anche se nessuno è autore rinomato?

E in senso più ampio, a cosa serve la poesia?
Leggo da un saggio di Claude Roy:
La prima risposta immediata è: la poesia
non serve a niente, a niente di pratico, a niente di utile.

La seconda risposta invece è data da quelli a cui la poesia è servita 
quando niente poteva più servirgli,
come nel caso dei versi di Anna Achmatova
recitati ad alta voce da Evgenija Ginzberg
e i suoi compagni di miseria
nei campi di lavoro e morte della Kolima

La Poesia che si inscrive nel solco della storia (G Pozzi) 
ha sempre visto faglie, clivage, a separare due posture principali.
Una prima, intimista, che fa della personale esperienza di vita
universale canto umano.
La seconda schierata, combattiva, tesa per senso di necessità
perché ha misurato la minaccia reale della sua epoca.

Point Ephemère intanto... batte bassi cupi e scuote corde profonde.

Che tipo di minaccia portano le grige nubi odierne?
Che tipo di poesia mi ispirano?
Fascismi e autoritarismi si mischiano al potere delle macchine
in un'epoca mondiale che è in totale subbuglio.
15anni fa, grossomodo, era decadenza politica, sociale, istituzionale, famigliare.
Ora è crollo definitivo. 
E l'umana natura è minacciata e sotto attacco, ovunque.
A fatica, auto-alienati o scoraggiati, ne prendiamo coscienza, eppure
lo sentiamo ogni giorno mentre nuotiamo in un acquario di pesci rossi (cfr Figaro).
Acquario che è sia reale che digitale.

Mi do la sveglia
acqua gelata in faccia
braccia e mani nel fuoco.
Sono vivo o solo il risultato di un algoritmo?
Sono solo un codice fiscale?
Una tessera elettorale?
Un profilo digitale?

In Limine, con Montale
cerco un buco nella rete. Che rete?
Quella digitale? Si anche quella! Distorto umano labirinto!
E anche rete come gigantismo urbano sempre più soverchiante.
e rete del controllo sociale e del lavoro alienante.

Sento sciabordare
onde in pixel
bites e script
e non so più
se sono vere.
Dimmi Quasimodo
cosa avresti fatto?

Limpido lucido genio ermetico alessandrino
in eco a Mallarmé e Rimbaud
prestami un verso
mi serve per spegnere il server
dall'altra parte del mondo
e squarciare questo velo
che copre l'orrore del darkweb 
e dei genocidi in corso.

Non chiedermi oltre,
resto aggrappato ad un umanesimo
immerso nei colori della socialità
che oggi è sofferente come non mai,
latente, incatenata, rassegnata, indifferente.

Questa epoca è ad un tournant.
René Char diceva 
" Abbiamo censito tutto il dolore che il boia
avrebbe potuto cavare da ogni nostra fibra,
poi, con il cuore nella morsa, ci siamo mossi e schierati" 

Chi è il boia oggi? Quanto misura il suo male?
Inizio ogni ragionamento a partire da Coscienza e Sentimento,
con logica affermativa in primis positiva e poi di denuncia.
Il bene da difendere? La vita. Niente di più niente di meno.
La borghesia vive il suo funerale definitivo
e da adesso sono previsti solo servi e padroni,
e una nuova storia, che sa tanto di vecchio, risuona.

Qualcuno di questi nemici che si farebbero volentieri boia?
Ce ne sono ad ovest come ad est, a sud come a nord.
Un esempio? Date un'occhiata dalle parti della silicon valley.
Transumani ingegneri, niente più che club di Faust impazziti.
Pensano che la morte sia solo un altro problema da risolvere.
E loro che sono i migliori ingegneri sono sicuri di poterlo fare.
Così dicono.

Di fronte a tutto questo serve parola intatta,
nuova cultura umana per un rovesciamento complessivo.
Serve la migliore alleanza maschile e femminile
e Coscienza reattiva, lucida, combattente
per non cadere nella mortale macchinazione in corso.

La poesia allora è quel bagaglio senza peso
che possiamo portare ovunque, 
che è serbato nella stiva più profonda della memoria.
Un tesoro che nessun carnefice può raggiungere e togliere,
parola che diventa indimenticabile per ognuno, per ognuna a suo modo
e in cui possiamo ritrovare tutta la forza interiore che possediamo.

Quella parola per me è Umanesimo.
Non riesco a pensare a niente di più, a niente di meno
che non sia SCHIERAMENTO per una nuova cultura umana
al femminile intesa e con il maschile alleato
in libere comunità possibilmente di diversi umanesimi colorate
artistici, religiosi, poetici insieme a quelli sociali.

In fondo, qui lo scrivo 
e per questo manifesto
non riesco ad essere
per niente di più
per niente di meno.







Guardando Grige nubi con Ali Infuocate testo di DaniSears
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