Trilogia

scritto da Fringuello
Scritto 9 giorni fa • Pubblicato 2 ore fa • Revisionato 2 ore fa
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Io per ogni poesia dico una cosa, voi tante, per cercar di starvi appresso, ne propongo 3
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Testo: Trilogia
di Fringuello

Mi piace la pioggia


quando cade lenta

 

E anche se più violenta

e trasforma le strade

in ruscelli tumultuosi

 

E non puoi più passare

 

E il cielo grigio pesa

L’atmosfera grigia

Le nubi quasi nere

 

E il rumore che fa

l’acqua che cade

 

E a volte è la tormenta

che il vento scatena

 

Spesso oltre le nubi

c’è la luna piena

Altre volte il sole

e non si vede

ma tu lo sai che c’è

 

Anche se il temporale

persiste e lo ignora

E borbottano tuoni lontano

lampeggiano i fulmini

 

E l’aria si riempie

di ossigeno variato

E prepara un senso

come di montagna

come di foresta

 

Vorresti non finisse

questa strana sensazione

 

Come tutte le cose

finisce e quel che resta

 

Sono foglie bagnate

che coprono la terra

Che emana vapori

sotto i primi bagliori

del sole che ritorna

 

E riprende a regnare

 

E a te resta l’anima bagnata

di una strana malinconia

 

Che non capisci se è tua

se t’è entrata dentro

oppure da sempre

 

Hai il cuore bagnato

e mentre è asciutto fuori

seguita a pioverti dentro.


 La Bufera

 

E’ successo a metà gennaio

S’è gelato l’inverno e il vento

spirava così tanto che non si poteva

camminargli contro

 

L’acqua scendeva talmente tanto

che a momenti non ci si vedeva

State a casa non uscite

e alla mente ritornava

 

Il tempo del virus assassino

che per forza a casa si stava

Alla mente tornava l’incertezza

di Giacomino e la sua ginestra

 

Meglio non aprire la finestra

non oggi , il sole tornerà

Calmata si sarà la bufera

e’ una cosa che passa lo si sa

 

D’altronde è solo una pausa

il tempo sospeso come un sonno

Il tempo asciutto tornerà

e la gente a camminare per strada

 

E ad ignorarsi come sempre fa

Perché non cambia niente

C’è sempre stato un gelo caldo

o freddo per le vie della città


Pane Formaggio e Vino Rosso.

Ho conosciuto gente che viveva di bugie,

 li ho visti fare figuracce da sotterrarsi vivi

e poi rigirarle al contrario

 dicendo che avevano vinto,

 come sempre,


 costruendosi addosso un mito.


Li ho visti entrare in un partito

 in cui non credevano per niente

 andarne a diventare

 esponenti di rilievo, riveriti.


Li ho visti conquistare donne,

 cambiarne una al giorno

 come fossero un vestito.


Io invece sono rimasto solo,

 solo come un cane.


Ho sempre detto la verità,

 mi sono comportato onestamente,

 e per non aver mai mentito


 in questo bel paese vivo

 disprezzato, segnato a dito.


Io sono l’antieroe, il perdente

 che non ha mai rubato,

 quello che non ha accumulato,

 giudicato da tutti un incapace

 anche per questo.


Ma c’è una cosa che vedo

chiara: vedo tutti come sono,

le loro bugie non mi ingannano.


 Racconto le mie storie

 e non nascondo

le mie manie, le mie debolezze.


 Racconto come vedo il mondo,

 dico quello che vedo,

 non ci giro intorno.


E chi mi può capire è come me:

 libero nel pensiero

 e libero dal dover sembrare

 quel che non è stato,

che non è e che non sarà.


Stasera, amico, passa a casa:

 ho buon vino e buon formaggio.


 Bastano per festeggiare l’amicizia

e onorare il coraggio

 di andare controcorrente

Trilogia testo di Fringuello
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