Percepire il disfarsi dei pensieri contorti, lo svanire delle stanze senza porte in cui gli angeli caduti son riposti. Inginocchiarci e tenerci per mano, preghiera di secolare respiro che abbraccia dimensioni nuove, placa il fuoco che ci inseguiva fino ai bordi, declamata con dei ciliegi le parole in fiore. Si destano le verità celate nel flusso dell’inconscio e la memoria come zucchero sulla mia bocca lascia lirici frammenti. Nei tuoi occhi infiniti apprendo dove i limiti dell’io fluiscono e cosmogoniche le favole che ai miei lobi di seta racconti. Il tonkori al seno, le dita fatte solo con le note, pura bellezza giunge la tua voce infine, tra il verosimile e l’irreale quale carezza si pone a invalicabile confine.
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