America

scritto da Antonia
Scritto 24 anni fa • Pubblicato 13 anni fa • Revisionato 13 anni fa
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A mio padre, che per garantire alla sua famiglia una vita migliore, fu costretto nel 1954 ad emigrare in Venezuela
- Nota dell'autore Antonia

Testo: America
di Antonia

Dal mar dei Caraibi, nella stiva delle navi, giungeva fino a noi
il pacco che mio padre preparava minuziosamente
per la sua adorata famiglia.
Tagliavamo la cordicella piombata che lo legava,
quindi la scatola di cartone, e tutto il "Nuovo Mondo"
si parava davanti ai nostri occhi trepidanti di bambini felici.
Tuffavamo le nostre piccole mani
tra i chicchi di caffè non ancora tostati,
ed ecco che, a mano a mano,
trovavamo tutto ciò che la nostra golosità infantile
ci aveva già fatto sognare:
caramelle di cioccolata al latte con il cuore di nocciola della Savoy,
e tavolette di cioccolato fondente,
fatte con quei semi di cacao che già usavano gli antichi Maya.
Poi la casa si profumava di spezie:
cannella, chiodi di garofano, pepe.
Per tutti noi c'era un regalo:
spille, orecchini, anelli,
fatti fare da mio padre con le monetine d'oro
recanti l'effigie dell'ultimo re degli Inca,
e poi ancora, scarpe di vernice nera per me,
stivaletti alla cow-boy di cuoio fiammante per mio fratello minore,
e le scarpe in capretto col tacco a spillo, di un bellissimo color avana, per le mie sorelle.
Poi scatole di the Lipton, chewing-gum, pacchetti di caffè macinato,
stecche di sigarette per amici e parenti.
Ma come dimenticare quella volta in cui io ero molto malata
e nel pacco inviatoci da mio padre c'era un disco
su cui egli aveva fatto incidere la sua voce.
Ricordo ancora oggi come essa fosse carica di emozione,
mentre domandava di tutti,
anche dei suoi vecchi zii, se suonavano ancora le novene;
ed io ogni giorno chiedevo di ascoltarla,
ed essa era per me la medicina quotidiana che mi aiutava a guarire.
America testo di Antonia
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