Il soldato e il terreno arido
Italia feudale fine primavera di un anno lontano
Sul finire della primavera un soldato di ventura, non più giovane e con i segni delle battaglie sul corpo, chiese al suo signore la dispensa dal mestiere della guerra e, per i servigi resi, invece del premio in denaro, un appezzamento di terreno dove avrebbe potuto vivere coltivando.
Il signorotto, avvisato dai suoi ufficiali di quanto fosse stato fedele e coraggioso e… necessario per il suo esercito... decise di congedarlo dal greve compito della guerra compensandolo con un appezzamento di terreno ai confini del suo feudo.
Il soldato s’inchinò al suo signore e smessa la divisa s’incamminò verso il confine del feudo alla ricerca della sua terra. Dopo qualche ora di marcia vide una casetta in un prato verde, chiese ad un contadino, e questo, dopo averlo squadrato, disse con un sorriso misto di compassione : “Si è il terreno del nostro signore” Il soldato corse verso quel bel prato.
Il perimetro era tracciato da due corsi d’acqua e a monte una boscaglia di pini e castagni. L’erba era alta e verde la terra morbida, la casa piccolina ma con un tetto di paglia nuovo e solide travi di legno.
Pensò di essere fortunato… guardò i campi degli altri contadini: erano una confusione di giallo e marrone, i colori del bruciato e dell’arido…sorrise per la fortuna che aveva avuto…pochi metri oltre i due rivi i campi erano del colore dell’arsa estate, il suo aveva i colori della primavera.
Preso dall’entusiasmo, all’inizio dell’estate della sua nuova vita, arò subito il terreno e seminò i pochi semi trovati in un cassetto della madia della cucina. La terra fertile e l’acqua abbondante si sostituirono alla poca esperienza del soldato e in poco tempo crebbe una piccola foresta disordinata di pomodori, patate, insalate, peperoni.
Il soldato si procurò ampi cesti, andò al mercato della città e vendette tutto il raccolto mettendo da parte un piccolo gruzzolo.
Non rese grazia a Dio per il raccolto…poco importava Dio….
Con i soldi guadagnati comprò nuove semenze, vanghe ed attrezzi per coltivare.
Tornato nel suo piccolo feudo arò il terreno, fece lunghi solchi e seminò tutto quello che aveva appena comprato.
Dopo la fatica, innamorato del suo terreno, passò giornate intere a guardarlo, nella speranza di vedere i primi germogli.
Passò una settimana, cominciò e finì il mese di luglio ma nulla: solo erba verde sulla terra soffice. I contadini intorno guardavano i suoi sforzi e ridevano dei risultati.
Passò il mese di agosto.
Il povero soldato, convinto che la colpa fosse sua perché non aveva ringraziato Dio, si privò dell'ultimo cibo e l'offrì ai poveri che vivevano di stenti e pregò il Signore nella speranza del perdono.
Ma col passare dell’estate nel feudo solo erba verde e terra soffice, non un germoglio di quanto aveva seminato. Sul finire del mese di settembre il soldato, ridotto alla fame, controllò ancora una volta i suoi terreni ben arati e abbandonò il suo feudo.
Mentre lento lasciava il suo sogno, un vecchio contadino che aveva preso a cuore quel povero soldato che si spezzava la schiena in un campo troppo verde lo fermò e gli disse:
“soldato…quel terreno è arido, già altri valenti soldati hanno provato a coltivarlo ma mai nessuno è riuscito a raccogliere un frutto, il nostro signore lo dona a tutti quei soldati che non vogliono più combattere per lui, l’inganna con il suo bel verde e la sua terra soffice ma…sotto l’erba e la poca terra ci sono solo pietre”.
Il soldato, con la delusione nel cuore, tornò a praticare l’unica arte che sapeva e dove nessun poteva ingannarlo: la guerra, il soldato… combatté altre guerre fino a che freccia appuntita gli si conficcò nel cuore.
Abbandonò la vita abbandonando il ricordo di un terreno verde con la terra soffice….morì con un sogno irrealizzato nel cuore che gli rese più dolce la morte.
Il soldato di ventura non aveva offeso Dio: era semplicemente un soldato
Non sapeva distinguere un buon terreno da uno arido.
E mentre con l’inizio dell’autunno le foglie imbrunivano e cadevano e il primo freddo s’impossessava di una divisa color del sangue un uomo correva su fertili terreni verso l’estate della sua vita.
il soldato e il terreno arrido testo di trentaquattro