Allo specchio fu che ti vedesti già morta
si che avresti voluto incatenarti alla vita
sfuggente come un rantolo dal petto
immagine sempre più distorta
all’occhio un insulto: com’è che sia possibile
essere stata sempre cosi vecchia
senza prima passare almeno un po’ per giovinetta?
Ah (l’amore?) la famiglia, i figli… troppi.
Povera pigotta stanca fosti tu madre: a morte la condanna
fu nell’orbite assorte nel fissare il secchio
ove ti cadde la testa con tutti i suoi pensieri
materni tra i capelli crespi e ribelli.
Altri non avrà avuto lo stesso tono d’affetto
madre apprensiva.
Del dolore il risucchio fu forte
sì che al comò ti aggrappasti
chè da solo non stava in piedi.
E fuori faceva caldo: tanta caldo nel cuore, negli occhi lacrimanti calura,
in quell’ultima estate a pieni polmoni in cui fosti di ghiaccio.