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Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Nel 2026 la paura regna sovrana,
silenziosa,
ma padrona di ogni uomo.
Non esiste uomo
che non la tema,
che non abbia imparato
a lasciarsi dominare da lei.
Ci hanno insegnato
che bisogna vivere il momento,
come se fosse una verità assoluta,
come se in quelle parole
si nascondesse la libertà.
Eppure, di unico,
in quel pensiero,
c’è soltanto il fatto
che sia diventato universale.
Tutti vogliono vivere il momento,
ma forse nessuno si chiede
cosa significhi davvero.
Perché a volte
vivere il momento
è soltanto un altro nome
per scappare dalla realtà.
Scappare da se stessi.
Dai propri sentimenti.
Dalle responsabilità
che si stringono nello stomaco
come un peso
che nessuno vuole portare.
L’uomo di oggi ha paura.
Ha così tanta paura
da lasciarsi governare da essa,
fino a perdere la propria voce,
il proprio desiderio,
la propria identità.
E così continua a vivere
in una costante transizione,
passando da una cosa all’altra,
da una persona all’altra,
da un sentimento all’altro,
senza mai avere il coraggio
di arrivare alla fine di qualcosa.
Forse è per questo
che siamo soli.
Perché non c’è nessuno
che non venga, almeno una volta,
dominato dalla paura.
Nessuno che non scappi
quando sentire diventa troppo difficile.
Nessuno che non abbia preferito
un momento leggero
a una verità pesante.
Ma io no.
Io non voglio vivere
fuggendo da ciò che sento.
Non voglio chiamare libertà
la mia paura di restare.
Non voglio chiamare “vivere il momento”
la scelta di non affrontare
ciò che mi aspetta dentro.
Perché se amare fa paura,
io voglio avere paura.
Se sentire fa male,
io voglio sentire.
E se il mondo ha imparato
a scappare da se stesso,
io voglio essere quella
che, finalmente,
ha il coraggio di restare.