Progetto di tradimento

scritto da Timo Degliul Timiul
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Autore del testo Timo Degliul Timiul

Testo: Progetto di tradimento
di Timo Degliul Timiul

Certo che è strana la vita, io quella lì non l’avevo mai considerata tanto ai tempi del Conservatorio, mi sembrava sempre sul punto di piangere per la minima cosa, era mingherlina e insignificante.
La vedo entrare in aula, l’altro giorno, sfoggiando un sorriso a trentadue denti, bianchissimi oltretutto; allunga la mano, la saluto cordialmente ma con un leggero senso d’imbarazzo, sono l’insegnante di musica di sua figlia e debbo stare nel mio ruolo di docente.
In un lampo faccio mente locale e intavolo subito un discorso sul “come eravamo” aggiungendo il rituale "ora cosa fai, di che ti occupi?".
E’ cambiata parecchio da allora, anch'io se è per questo.
Io, che ambivo a diventare eccellente pianista, la fama, i concerti, i sogni di gloria ed eccomi qua: insegnante alle medie statali di questo paesone del nord industrioso.
Lei, nel frattempo, finiti gli studi ha rinchiuso il violino in custodia e si è sistemata la vita con un uomo d’affari di dieci anni più anziano.
Ha avuto una figlia e, a ben pensarci ora, vidi all’inizio dell’anno sulla scheda dell’alunna il nome della madre:Lina Salvi, ma subitamente pensai a un’omonimia e non ci feci caso, sta di fatto che ora ella è qui, davanti a me, in tutto il suo splendore di donna di trentasei anni portati con la spigliatezza di una ventenne.
Cinque minuti e ci congediamo, il colloquio è finito, accenna a un bacio nell’accomiatarsi, ma io, facendo finta di non aver visto lo slancio, allungo la mano, al che lei torna sui suoi passi e porge la sua.
Non ho l’abitudine di salutare la gente con baci e bacetti, è una cosa che mi è rimasta dall’infanzia, colpa dei parenti che, ogni qualvolta mi vedevano, mi appioppavano una sfilza di baci che mi ci volevano cinque minuti di sfregamento di manica per mandarne via l’untuosità dalle guance.
Tornando a casa il pensiero di lei, stranamente, non mi abbandona, s’insinua sottopelle e cammina lento lento.
Qualche settimana dopo la vedo nel parcheggio della scuola intenta a chiacchierare con altre mamme, non l’avevo mai notata prima, probabilmente non ci avevo fatto caso o la figlia veniva portata a scuola da qualcun altro.
Che begli stivali indossa!
Roba costosa, di buona marca.
Accenno un saluto passando, lei lesta mi affianca e comincia a parlare sul come va e su cose di poca importanza, mettendomi al corrente che il marito è partito per un viaggio d’affari e starà via qualche settimana, per cui sarà lei d’ora innanzi ad accompagnare e riprendere la ragazza a scuola.
Ha degli occhi azzurri che a guardarli si rimane ammaliati, fanno da sfondo a un caschetto di capelli biondi che creano sul suo viso allungato, un piacevole effetto cromatico e lineare; a chiudere il tutto una pelle color ambra, frutto di sapienti lampade e abbronzature naturali, nell’insieme un quadro molto bello a vedersi.
Provo un senso strano ogni qualvolta la vedo; a più riprese riesco a farmi un’idea del suo corpo: sinuoso quel tanto che basta a farsi notare.
Veste sempre alla moda, ma mai appariscente: giubbotti, jeans, camicie, ma predilige il più delle volte indossare la classica gonna sopra il ginocchio, camicia e giacca, non sempre dello stesso colore, roba comunque che a un occhio attento fa capire che lo shopping della signora richiede una certa consistenza nel portafoglio.
Ora, ogni qualvolta mi vede, comincia con discorsi che sconfinano sempre più verso un’amicizia più intima.
Io cerco di sorvolare su certi argomenti, ma lei si fa sempre più curiosa, mi chiede di me, del mio matrimonio, dei figli, della salute, ecc.
Non so perché, ma ho deciso che, onde evitare situazioni spiacevoli di cui non immaginerei neanche la portata, d’ora innanzi posteggerò l’auto nel parcheggio pubblico poco distante ed entrerò dalla porta laterale, evitando così d’incontrarla.
Così faccio e non la incrocio per qualche giorno, senonchè una mattina entro nell’aula ancora vuota e mi prende l’istinto di andare alla finestra che, guarda caso, dà sul parcheggio.
Lì la vedo e vedo che anche lei mi riconosce e mi lancia un’occhiata a metà tra il sornione e l’amichevole complicità di non so quale accadimento.
Continuo così per vari giorni ad affacciarmi da quella o da finestre adiacenti, non so quale segreto impulso mi spinga, forse la voglia di trasgredire, ma perché?
Un’avventura?
Perche mai, il mio matrimonio funziona, sono felice così come sto, non riesco a capire.
Passo la notte sognando di andare in casa sua con una scusa e, data l’assenza di suo marito, fare delle “avanches” audaci; sogno di vederla cedere sotto ai miei baci, di baciare le sue labbra sottili e di far cozzare le due lingue per vedere chi è più forte tra lei e me, baciare il suo collo sempre contornato da quella magnifica collana etnica di legni e acquamarina, scendere a lambire i promontori pettorali culminanti con quei due bottoncini e lì lambirli con la lingua a piccoli scatti, morsicando lievemente e provocandole un misto di dolore e piacere.
Mi sveglio di soprassalto, non posso credere d’aver fatto un sogno simile!
Chi mi dorme accanto non s’accorge del mio sgomento, non sospetta nulla di tutto ciò che mi è capitato interiormente in queste settimane.
Meglio così!
Sta di fatto che svegliandomi ho anticipato la sveglia di un’ora, sono le 5.30, non riesco più a prender sonno e penso ancora a Lina e al sogno.
Dico tra me e me che non sarebbe poi neanche tanto malsana come idea, non so, non ho mai provato a tradire... in questo modo poi.
Il piano sognato non sarebbe nemmeno tanto malvagio: suo marito non c’è, i vicini vedono l’insegnante di musica di sua figlia andare a casa sua, che male ci sarebbe, è una visita amichevole, amicizia scolastica, non ci sono i presupposti per far parlare i maldicenti, anche lei poi mi pare abbastanza intenzionata, dati gli ammiccamenti.
Deduco che è fattibile, organizzandomi bene si può fare e non dovrei avere problemi.
La sveglia! Sono le 6.30.
E’meglio che vada a preparare la colazione per mio marito, si sa, gli uomini  hanno le loro piccole esigenze: “Buongiorno caro, dormito bene? Comincia un nuovo giorno! Vado subito a prepararti la spremuta e il caffè..."
Progetto di tradimento testo di Timo Degliul Timiul
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