Vedo

scritto da Poeta urbano
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Autore del testo Poeta urbano
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Quello che vedo
- Nota dell'autore Poeta urbano

Testo: Vedo
di Poeta urbano

Vedo il Mondo come fosse un grosso pallone che continua a rotolare ma credo esso dover esser l'unico pallone,cui non si dovesse calciare nonché si abbia voglia di vederlo ancora "segnare".
Vedo il cielo come un infinito oceano da navigare ed esplorare,le nuvole delle barche da guidare,senza alcun bisogno di remare poiché esse nel caso in cui ci fosse bisogno d'evitare un possibile sprofondamento,possono tranquillamente decollare come un areo o come spesso accade nella nostra mente,quando si accende il più caloroso desiderio, lasciandoti sperare arduosamente in un bollente e caliente di cera cero.
Vedo la terra come un maestoso giardino verde,dove in ogni suo angolo pare che ognuno d'essi, abbia un proprio e personale continente, essendo privo di disuguaglianza e odio tra i tanti " multeplici abitanti " fili verde,ausiliandosi in qualunque circostanza quotidianamente, in maniera naturale senza nulla in cambio da pretendere.
"Vedo" il vento come una sorta di corriere di varie dicerie,la sua funzione potrebbe essere la stessa del suo familiare temporale, ossia quella di prendersi o lasciare,tutto quello che a parer suo possa essere inutile o valere, lasciando di conseguenza dopo il suo passaggio un enorme polverone,come se il suo arrivo,avesse a che fare con tutto il male e la sua furia da "toro scatenato" sia l'unica soluzione per la completa purificazione.
Vedo la luna come una maestosa pallina da golf in lievitazione ed in ogni suo cratere,una diversa forma d'espressione, brillando d'una vitale luminosa fonte d'energia, come il suo fratello sole,coprendo con il suo mantello oscuro di tutti il proprio dolore.
Vedo la montagna come un gigantesco percorso da percorrere,differente per ogni singolo "pastore", dove in ogni suo sentiero,vi può essere la propria sconfinata destinazione, riuscendo magari così a sua volta nel staccarsi dal proprio "gregge",unificandosi un tutt'uno con la propria "lode" come l'estrema unzione,purificando così una volta per tutte la ingiustificata appartenenza venuta subito la inevitabile nascita "dell'indegno peccatore".
Quel che vedo avvolte non ne sono proprio certo... la quale egli,sia nella maniera impacciata in cui si materializza ma forse la capacità del ben osservare sarà proprio in questo, assaggiare ogni "fetta" con il suo condimento, per comprendere davvero qual esso sia il tipo di pizza.
Vedo testo di Poeta urbano
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