43-Ancora Tarocchi?

scritto da Iviola
Scritto 10 mesi fa • Pubblicato 10 mesi fa • Revisionato 10 mesi fa
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Ne approfitto per la 'stagnazione' del sito che mi offre un'inaspettata visibilità. Mi leggerei anche io, se fosse tutto così noioso e salmastro.
- Nota dell'autore Iviola

Testo: 43-Ancora Tarocchi?
di Iviola

Oggi ho del tempo, finalmente, per sedermi e ragionare. Le varie stanchezze sono ora riunite nella parte alta della schiena, tra le scapole e le spalle, causa esercizi intensivi e sensazione costante di dover sollevare il (mio) mondo. So bene che è transitorio, ma mi fa pensare a una qualche forma di responsabilità, se non di colpa nei confronti di qualcosa, qualcuno, un luogo.
E così eccoci qua alla leggera fustigazione e al dolce bondage morale che mi assale di domenica. Tema? Indovinate? Sì, indovinato, questo luogo.
Del resto, tutto quanto posso immaginare, tutto ciò che gli occhi del mio cervello vedono dal mio cumulo di presunzione, intellettualismo da quattro soldi, piccineria, algida cattiveria per oggi è placido come una mandria di bovini che pascola gentile sul pendio verde (erba cattiva, non allarmatevi) della mia insipienza, e così posso vanamente preoccuparmi di qualcosa che non c’è:

Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
Quello che non c'è
Curo le foglie, saranno forti
Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull'acqua e
Su quello che non c'è (Afterhours - Quello che non c'è)

Bene, dopo questa inutile introduzione arrivo al dunque. Sì, avete dedotto correttamente dal titolo: parleremo ancora - ancora?! - di Tarocchi. Quale modo migliore per ragionare, almanaccare, farsi quattro sane esoteriche chiacchiere su questo stupendo (aiutatemi a dire stu-pen-do) luogo che ci accoglie con una liceità rarissima da trovare?
La faccio facilissima oggi, giuro. Useremo solo una carta, ma la vedremo con cura, con relazioni e correlazioni segrete.
Ho fatto una sola domanda al mio mazzo di oggi, quelli di Wirth con fondo oro di sapore rinascimentale associati ai Morgan-Greer, pacchianamente anni Settanta (1979 per la precisione), entrambi magnificenti, traboccanti di lussuosi riferimenti.
Ho fatto una sola domanda al mazzo: Come sta Alidicarta?
La risposta mi ha confortato, come sempre. Posto che sia in relazione alla mia percezione, ovviamente. 
La carta estratta è il Cinque di Bastoni.
I bastoni come seme indicano l’energia creatrice, l’esplosività degli orgasmi umani e creativi, combinati con il cinque portano alla nuova esplorazione dopo aver raggiunto la stabilità. Ormai il mondo è fatto, le basi sono costruite, solide e inattaccabili, è quindi ora di uscire dalla fortezza dell’abbondanza per comprendere qualcosa di un pochino più elevato. E non per sembrare migliori, ma per esserlo. 
Il numero Cinque degli Arcani Maggiori è il Papa o Ierofante, l’uomo che è connesso con gli strati superiori del cielo, che porta con sé i propri discepoli e fa da ponte fa l’empireo e la terra. Del resto il Quindici è il Diavolo, colui che ci sprofonda giù nell’abisso, con i suoi diavoletti al guinzaglio, pronto a scatenare gli istinti più reconditi e selvatici in noi. 
Ad una prima lettura, è chiaro che non c’è noia, ma nemmeno un po’. Non c’è stagnazione, anzi. Il desiderio di scoperta, che sia elevazione o sublimazione, è sempre lì, non muore, partendo dalla base sicura di un luogo ben fatto, ben condotto e funzionante, possiamo solo continuare o cominciare a tendere le dita curiose, la mani tentacolari in esplorazioni pruriginose, a seconda di dove puntano. Se verso l’alto o se verso il basso sta a noi.
Io sono comunque fiduciosa: nessun luogo come questo mi ha raccontato negli anni la fecondità partecipe ed esplosiva che ha l’animo umano, anche solo con le parole.
A voi il bastone: usatelo con cura.

43-Ancora Tarocchi? testo di Iviola
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