L段nsalatara

scritto da castagno1
Scritto 7 anni fa • Pubblicato 7 anni fa • Revisionato 7 anni fa
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Autore del testo castagno1

Testo: L段nsalatara
di castagno1

Dicevano scagliasse bottiglie addosso ai bambini. Io, a dire il vero, non l誕vevo mai vista farlo. Per� al riecheggiare dell置rlo: 斗段nsalatara, l段nsalatara� al pari degli altri monelli correvo a casa a rifugiarmi. Non so se si trattasse di suggestione, fatto sta che pi� di una volta ricordo d誕ver udito rumore di vetri infranti da dietro le rassicuranti mura dell誕bitazione dei nonni.
Comunque, trascorsa una mezzoretta dall段ncursione dell段nsalatara, tutta la banda si ritrovava nuovamente fuori. 鏑檀o scampata bella� raccontava Giovanni 杜e la sono vista sbucare dal nulla, come un fantasma� aggiungeva quando era certo di aver su di s� l誕ttenzione della maggioranza del gruppo.
Passato il pericolo, si andava tutti all弛mbra delle palme, sopra il vecchio pozzo al centro del cortile, con fogli e matite, ad organizzare piani, ora per neutralizzarla, ora per catturarla con fantasmagoriche trappole stile Willy il coyote. Io partecipavo attivamente, l段ngegno non m定 mai mancato, ed era divertente escogitare quei piani strampalati. Ma il tarlo del dubbio mi rodeva.
Vero era che, attaccato alla gonnella di mamma, mi era capitato d段ncrociare per strada l段nsalatara, ed il ghigno sdentato col quale ricambiava le mie occhiate furtive era terrificante. Vero era che quella figura di donna con le pupille violacee perse nel vuoto, i capelli bianchi scarmigliati, la lunga veste nera lisa e sporca, avrebbe fatto accapponare la pelle a chiunque. Vero era pure che spesso mugugnava una litania tra s�, in una lingua sconosciuta, e c弾rano ben pochi dubbi sul fatto che stesse recitando una formula magica o peggio, stesse gettando il malocchio addosso a qualcuno. Vero era infine che portava sempre con se una borsa di plastica gialla, che per di pi� tintinnava a ritmo del suo incedere claudicante.
Ma sommando tutti questi indizi, si poteva dire di possedere una prova certa? E poi, c弾rano davvero bottiglie in quella busta? E servivano per colpire ignari bambini?
La leggenda del bambino che mangiava gli scarafaggi era stata sfatata l弾state precedente, quando una delegazione del nostro gruppo si era decisa ad andare a parlargli Da allora anche Luigi era entrato a far parte della compagnia, ci aveva insegnato l誕rte del comandare le formiche (ma questa � un誕ltra storia) e qualche volta ci aveva pure offerto le liquirizie di cui tanto era ghiotto.
Che fosse anche quella dell段nsalatara una leggenda? Chi aveva mai assistito ad un lancio? Soltanto una volta avevamo trovato a terra i resti di una bottiglia infranta, ma potevamo dire con certezza che appartenesse al suo arsenale? E soprattutto, mia mamma che pretendeva cambiassi la canottiera ad ogni sudata, mi avrebbe mai lasciato scorrazzare liberamente con un pericolo del genere in giro?
Decisi che valeva la pena rischiare. E siccome ero tutt誕ltro che impavido, convinsi Giovanni a farmi compagnia. Bisognava scoprire la verit�. Era importante. Talmente importante che un paio di ore dopo ce ne eravamo scordati.
Successe un assolato pomeriggio, mentre l段ntero gruppo era impegnato nella scelta delle prove da inserire nella prima olimpiade ufficiale dell段solato. Ognuno propendeva per le specialit� in cui eccelleva, screditando le altre. La discussione perci� era piuttosto animata. Cos� non ci accorgemmo subito. Al secondo o terzo strillo per�, come giovani suricati, avevamo tutti le orecchie drizzate. Qualche bambino � che per ragioni anagrafiche non era ancora entrato a far parte della compagnia � dall誕ltra parte del cortile stava lanciando l誕llarme: 鏑段nsalatara, l段nsalatara. Sta arrivando l段nsalatara!�
D段stinto, come tutti gli altri, mi diressi verso casa, ma fu questione di un attimo, perch� subito ricordai l誕ccordo e mi precipitai dietro al berceau di gelsomino dove avevo concordato di incontrarmi con Giovanni. Anche se, cos� facendo, stavo andando proprio in bocca alla strega.
Gi�, perch� la compagnia, per non so quale ragione, giocava sempre dalla stessa parte del cortile, e cos� io e Giovanni avevamo dato per scontato che l段nsalatara sarebbe giunta dall段ngresso su quel lato, per coglierci di sorpresa, e avevamo scelto il luogo da cui spiarla il pi� lontano possibile, o per lo meno lontano a sufficienza da non restare a tiro di bottiglia. Invece ora ci ritrovammo a meno di dieci metri da lei.
La donna si ferm� appena dietro al cancello d段ngresso e ci lanci� uno sguardo da ghiacciare il sangue nelle vene. Come aveva fatto a vederci, coperti com弾ravamo dai cespugli? Pos� a terra la busta gialla e ne estrasse una bottiglia. Si guard� attorno. Ecco, eravamo spacciati.
Un gatto scivol� tra i piedi di Giovanni, che strill�. Io risposi con un altro strillo, se possibile pi� forte e acuto del suo. Adesso s� che eravamo davvero spacciati!
La donna per� parve non accorgersi di noi, e continu� a vuotare la borsa. Dopo la bottiglia, tir� fuori una grossa latta, quindi alcuni piattini di plastica ed in ultimo una grande scodella di metallo. Colm� la scodella d誕cqua e vers� nei piattini il contenuto della latta, mentre altri gatti dopo quello che ci aveva spaventati le si facevano incontro.

Avevamo risolto il mistero. Saremmo stati degli eroi, per qualche ora, ma decidemmo di rinviare i pavoneggiamenti al giorno seguente. Entrambi desideravamo soltanto andare a casa al pi� presto�
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