Testo: Opus 14 - ovvero del perdono implorato di Corolaito
Arrossito del bianco pallore dei morti deliravo l'incanto dei tuoi occhi e l'oceano di sale e terra che ricopriva gli specchi del mio volto infranti al suono di un passo che arretra e di un sorriso che si piega.
Sono un tiranno. Compiaciuto nell'amplesso delle risposte pretese e degli orizzonti ai quali imponevo di genuflettersi per adorare, mesti, un alcova fetida di silenzi.
Depongo il comando, abdico l'impero del egoismo. Destituitemi, vi prego. Sia messo alla forca. Mi sia dato il santo oltraggio.
Opus 14 - ovvero del perdono implorato testo di Corolaito
Se ti sei accorto di un errore o vuoi cambiare il tuo commento, puoi cancellarlo nei 5 minuti succesivi alla pubblicazione.
In seguito non potrai più cancellarlo.
Vuoi cancellare il tuo commento?
Caricamento dei commenti...
Questo testo è troppo datato per accettare nuovi commenti.