Un nero cancello ossidato

scritto da spaventapasseri
Scritto 19 anni fa • Pubblicato 18 anni fa • Revisionato 18 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di spaventapasseri
sp
Autore del testo spaventapasseri

Testo: Un nero cancello ossidato
di spaventapasseri

UN NERO CANCELLO OSSIDATO
10 Novembre 2006
Piove come meteore e croci e soffitte fredde,
travi spinose fendono il cumulo di grigia carne pulsante
che come un feto muove lentamente le sue membra.
Un quadro ad olio di alberi e fogliame caldo
si scioglie e cola nel manto d’acqua e libera
essenze supreme, assenze supreme costellano ogni esistenza.
Io forse potrei chiamarla nostalgia, o forse memoria,
ma nel primo freddo ti ho avuta e nei secoli che vennero
al primo freddo ti incatenai, che potesse farmi soffrire meno
ogni autunno.
Io sono un bambino in questo incanto, osservo solamente,
non muovo un pensiero, se non il respiro che diventa nebbia,
come fossero trascorse ere di letargo, sono tornato Reale
se a spiegarmi il mondo prima non c’era nessuno,
poi nel livido chiarore di una sera, sei apparsa tu,
nel tempo congelato e di fronte a questi ossidati cancelli
innalzati nel vuoto a barriera di una natura che
va morendo infreddolita,
il mio viso è bianco ed è fatto di soli occhi ed orecchie.
Parla! Non restare muta.
Mostrati! Lasciami solo intuire che mi hai riconosciuto.
Non un caldo abbraccio di cotone,
non che io possa riscaldare il mio corpo con un tuo respiro,
non che io possa coltivare ancora in te la mia tetra casa,
ma soltanto aver saputo della tua presenza
mi ha attraversato come una folgore e infuso vita
nell’autunnale abbaglio che mi colse.
Adesso siedo di fronte a un nero cancello ossidato
attendo che tu sappia ritornare, non mi importa del mondo,
nel mio stesso abbraccio mi mantengo in vita per te,
non mi importa del mondo
ma fingerò che mi appartenga
ora che (solo se) tu potrai mostrarmene ancora…
anche soltanto
quel che ne rimane.
Un nero cancello ossidato testo di spaventapasseri
0