come prima pubblicazione una poesia che, premetto, è già postata in altro sito pur essendo mia
- Nota dell'autore VerdeAcqua
Testo: Cartoline da un'estate di VerdeAcqua
E’ perché. E’ l’ora del giorno che amo di più, Nel posto al mondo che più amo, raccolgo nei pensieri le persone amate, ritagliando piccoli scampoli di pace nella luce sfumata dagli alberi intorno.
E’ perché. Abbiamo osservato assorti lo stesso mare Scosso ora da onde che trascinano sassi. E il suo moto incessante frastuona, sovrasta i pensieri, annullandoli. Non mi stancherei mai di immergervi lo sguardo. Tentare di perdermi nella sua forza infinita.
E’ perché. Guardando a sinistra, su quegli scogli, ai confini estremi della spiaggia, uniti da un filo sottile di vento e di sale, oltre ai limiti imposti dal tempo, posso quasi vedere le volute di fumo di quella sigaretta cui non rinunci, e il tuo sguardo perso in un mondo noto a te solo.
E’ perché. Mi riporta il pensiero in una stanza Affacciata su un cortile di città, Stranamente silenzioso, A momenti solo nostri.
E’ perché. Amare a volte è un’amara scommessa contro lo spazio e contro il tempo, un gioco d’azzardo di cui non puoi a fare a meno perché la più minuscola delle vittorie è gioia infinita.
E’ perché. Posso ancora tornare, nell’ora del giorno che amo di più, Nel posto al mondo che più amo. E raccogliere nei pensieri le persone più amate, ritagliando piccoli scampoli di pace. Li respiro, attendendo le prossime battaglie.
E’ perché a volte, semplicemente, non c’è bisogno di trovare un perché.
Amare a volte fa male. O sembra solo aria evanescente
Ma è l’aria che respiriamo che ci permette di vivere.
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