piovevano corolle di fiori uniti, quella mattina che ti vidi la prima volta, mentre aggiustavi con gesti svogliati la bicicletta col muso per aria, il domani era fuori dalla tela dei perchè, ed è solo a luna nuova e a quel dolore che risorge, fenice avviluppata dalle stesse ceneri vive, che mi concedo il rendiconto dettagliato di una bugiarda mattina di maggio a osservare la tua schiena dritta contro la balaustra del vento.
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