In terrazza nell'ora del crepuscolo a spiare le nubi dense cavalcare il tuono, cielo e terra guardinghi farsi incontro, luce e ombra insinuarsi nell'altro, mescolarsi e fondersi nell'abbraccio selvaggio, tra ringhi e soffi nell'alcova del caos.
Resto a vegliare il basilico che cresce incontro alla pioggia, mentre il silenzio mi avvolge semino minuscole cose nei solchi delle mie mani.
(2) Il ritorno.
Novembre è giunto e ormai quasi andato, l'alba sboccia vestita di giovani raggi, la vita riprende piccina, (quello che fugge dalle porte del cielo rientra dall'ombelico della terra). Io muovo i primi passi incerti, ciabattando faccio ordine in casa, e rido assorto nel silenzio.
{Quesito gettato nella rete di Ali. Qualcuno sa dirmi chi sono gli Aiutanti?}
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