Sono poeta e penso: intingo la penna nell’inchiostro scuro. Segni che si rincorrono per descrivere passioni. Gioie e dolori corrono veloci sull’onda della mia fantasia. Cado nel profondo silenzio per resuscitare e… urlare il mio dolore contro, l’ingiustizia, l’ignoranza la corruzione, l’avidità. Tu mio simile ingrato: non puoi giocare con il poeta, non possiedi tu la fantasia, non hai tu l’inchiostro scuro, per tracciare i segni della verità. O Patria mia, forse domani germoglieranno gli alberi in primavera: ritorneranno le farfalle, sui campi in fiore. Correrò sulle nuvole, canterò con gli usignoli: liberandomi nel vento mi farò baciar dal sole. Se non cambierai uomo, se non vedrai la bellezza intorno a te, se non libererai la tua mente: correrai nel più profondo buio, correndo nel lungo tunnel della solitudine. Sarai perso, sarai solo.
Se ti sei accorto di un errore o vuoi cambiare il tuo commento, puoi cancellarlo nei 5 minuti succesivi alla pubblicazione.
In seguito non potrai più cancellarlo.
Vuoi cancellare il tuo commento?
Caricamento dei commenti...
Questo testo è troppo datato per accettare nuovi commenti.