egli anni ’70 esplode la moda dei Ray-ban, diminutivo di “bannish rays”, ovvero che “bandisce i raggi”. Sono quegli occhiali con la montatura in metallo dorato e le lenti, a forma di goccia, verdi. Fu un pilota dell’aviazione americana che -trasvolando l’oceano Atlantico e sottoposto all’azione devastate dei raggi solari che si rifrangevano sul frontale della cabina di guida - commissionò un paio di occhiali atti a superare lo scoglio della rifrazione. L’azienda americana che inventò i Ray-ban è la Bausch Lomb (da qualche anno è “italiana”, essendo stata acquisita dal Gruppo Luxottica di Del Vecchio). Ma chi li fece conoscere al mondo intero fu il Generale americano Douglas Mc Arthur, comandante supremo delle forze alleate del sud, ovvero le forze che operavano nel Pacifico.
Corso Tacito dieci cento mille persone tutte con occhiali Ray-Ban ed io meschino coi volgari occhiali da vista la gente mi guarda con aria distratta e mi passa lontana perché non porto i Ray-Ban in un bar chiedo un caffè e il barista mi guarda coi suoi Ray-Ban verdi un cartello ammonisce “vietato l’ingresso a chi non indossa i Ray-Ban” esco di corsa la pizzeria mi nega la pizza e la prostituta di Piazza Clai non mi fa scopare perché non porto i Ray-Ban e la gente mi guarda con aria sospetta stai a vedere che pensano io sia un brigatista mi sento impazzire e mille Ray-Ban mi girano attorno l’ufficio di collocamento mi nega lavoro e il farmacista non mi dà l’aspirina per la mia testa che scoppia e tutti mi scansano perché non porto sti cazzo di Ray-Ban pietà pietà signori e corro come un matto vado dall’ottico e compro i Ray-Ban li metto esco non vedo un cazzo e mi prendo di petto un vecchio signore manco a dirlo in Ray-Ban mi guardo intorno non vedo un’acca intonfo un muro mi spacco la capa bestemmio il Signore che immagino in Ray-Ban e rimetto i miei stramaledetti occhiali da vista e corro a casa per sfuggire al linciaggio la porta si apre e mia madre m’appare in Ray-Ban nooooooooooooo “sono belli vero Danilo? dovresti comprarli anche tu” svengo e un accidente quasi mi prende ma non ricordo una mazza solo le risa di un’infermiera che come un’oca starnazza dietro i suoi Ray-Ban verde bottiglia ecco adesso un collasso mi piglia e senza dir nulla mi cura un dottore che mi guarda mi scruta dietro i suoi Ray-Ban mi sento sconfitto un derelitto il mio cuore è vicino al collasso tutti i parenti con lento passo mi sono intorno aspettando il mio trapasso tutti con sti Ray-Ban del cazzo allora urlo e dal letto mi alzo “andate affanculo voi e i vostri occhiali siete tutti uguali con le vostre paranoie non avete fantasia in alto non volate tenete i vostri occhiali io tengo le mie ali”
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