Ray-Ban

scritto da danilo.mar
Scritto 13 anni fa • Pubblicato 13 anni fa • Revisionato 13 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di danilo.mar
da
Autore del testo danilo.mar

Testo: Ray-Ban
di danilo.mar

egli anni ’70 esplode la moda dei Ray-ban, diminutivo di “bannish rays”, ovvero che “bandisce i raggi”. Sono quegli occhiali con la montatura in metallo dorato e le lenti, a forma di goccia, verdi. Fu un pilota dell’aviazione americana che -trasvolando l’oceano Atlantico e sottoposto all’azione devastate
dei raggi solari che si rifrangevano sul frontale della cabina di guida - commissionò un paio di occhiali atti a superare lo scoglio della rifrazione. L’azienda americana che inventò i Ray-ban è la Bausch Lomb (da qualche anno è “italiana”, essendo stata acquisita dal Gruppo Luxottica di Del Vecchio).
Ma chi li fece conoscere al mondo intero fu il Generale americano Douglas Mc Arthur, comandante supremo delle forze alleate del sud, ovvero le forze che operavano nel Pacifico.


Corso Tacito
dieci cento mille persone
tutte con occhiali Ray-Ban
ed io
meschino
coi volgari occhiali da vista
la gente mi guarda
con aria distratta
e mi passa lontana
perché
non porto i Ray-Ban
in un bar chiedo un caffè
e il barista mi guarda
coi suoi Ray-Ban verdi
un cartello ammonisce
“vietato l’ingresso
a chi non indossa
i Ray-Ban”
esco di corsa
la pizzeria mi nega la pizza
e la prostituta
di Piazza Clai
non mi fa scopare
perché non porto
i Ray-Ban
e la gente mi guarda con aria sospetta
stai a vedere
che pensano io sia un brigatista
mi sento impazzire
e mille Ray-Ban
mi girano attorno
l’ufficio di collocamento
mi nega lavoro
e il farmacista non mi dà l’aspirina
per la mia testa
che scoppia
e tutti mi scansano
perché non porto
sti cazzo
di Ray-Ban
pietà
pietà signori
e corro come un matto
vado dall’ottico
e compro i Ray-Ban
li metto
esco
non vedo un cazzo
e mi prendo di petto
un vecchio signore
manco a dirlo
in Ray-Ban
mi guardo intorno
non vedo un’acca
intonfo un muro
mi spacco la capa
bestemmio il Signore
che immagino in Ray-Ban
e rimetto
i miei stramaledetti
occhiali da vista
e corro a casa per sfuggire al linciaggio
la porta si apre
e mia madre
m’appare
in Ray-Ban
nooooooooooooo
“sono belli vero Danilo?
dovresti comprarli anche tu”
svengo
e un accidente
quasi mi prende
ma non ricordo una mazza
solo le risa di un’infermiera
che come un’oca starnazza
dietro i suoi Ray-Ban verde bottiglia
ecco adesso un collasso
mi piglia
e senza dir nulla
mi cura un dottore
che mi guarda
mi scruta
dietro i suoi Ray-Ban
mi sento sconfitto
un derelitto
il mio cuore è vicino al collasso
tutti i parenti
con lento passo
mi sono intorno
aspettando il mio trapasso
tutti con
sti Ray-Ban del cazzo
allora urlo
e dal letto mi alzo
“andate affanculo
voi e i vostri occhiali
siete tutti uguali
con le vostre paranoie
non avete fantasia
in alto non volate
tenete i vostri occhiali
io tengo le mie ali”


Terni, 16 giugno 1975
Ray-Ban testo di danilo.mar
0