Dedicata a Simone, il ragazzo suicida a Roma
- Nota dell'autore Alberto Nicolai
Testo: TETA VELETA di Alberto Nicolai
Che cosa pensi quando hai 16 anni, con la vita che ti scoppia negli occhi i tuoi amici che giocano al parco e tu ti incanti a guardare gli incavi dei loro ginocchi
Ma perché a me non piace, maledizione, fare come fan loro che baciano le ragazze sotto al portone
E la notte ripetere i frenetici gesti con la vergogna tra le tue mani sudate la vita che ti scoppia nel ventre un desiderio, sbagliato, la coda degli occhi della gente
Quel profumo di acqua di rose quelle labbra colorate ma perché a me non piace, maledizione.
Quel profumo di acqua di rose quelle labbra colorate maledizione, agli incavi dei ginocchi dei ragazzi che giocano a pallone.
A 16 anni, tra i banchi di scuola la terza ora, dopo latino, l'ora volgare di tutto quel ridere, quell'insinuare ma non t'hanno insegnato a 16 anni a non avere mai paura di vivere?
A 16 anni, tra i banchi di scuola non t'hanno insegnato a non avere mai paura di vivere. e non lanciarti, ancora scandalosamente casto, dall'ultimo piano del tuo palazzo
Ridevano di te perché eri diverso avresti dovuto tu, ridere di loro perché sono tutti uguali E non lanciarti, ancora scandalosamente casto, dal tuo terrazzo senza ali
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