TETA VELETA

scritto da Alberto Nicolai
Scritto 12 anni fa • Pubblicato 12 anni fa • Revisionato 12 anni fa
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Dedicata a Simone, il ragazzo suicida a Roma
- Nota dell'autore Alberto Nicolai

Testo: TETA VELETA
di Alberto Nicolai

Che cosa pensi quando hai 16 anni,
con la vita che ti scoppia negli occhi
i tuoi amici che giocano al parco
e tu ti incanti a guardare
gli incavi dei loro ginocchi

Ma perché a me non piace,
maledizione,
fare come fan loro
che baciano le ragazze sotto al portone

E la notte ripetere i frenetici gesti
con la vergogna tra le tue mani sudate
la vita che ti scoppia nel ventre
un desiderio, sbagliato,
la coda degli occhi della gente

Quel profumo di acqua di rose
quelle labbra colorate
ma perché a me non piace,
maledizione.

Quel profumo di acqua di rose
quelle labbra colorate
maledizione,
agli incavi dei ginocchi dei ragazzi che giocano a pallone.

A 16 anni, tra i banchi di scuola
la terza ora, dopo latino, l'ora volgare
di tutto quel ridere, quell'insinuare
ma non t'hanno insegnato a 16 anni
a non avere mai paura di vivere?

A 16 anni, tra i banchi di scuola
non t'hanno insegnato
a non avere mai paura di vivere.
e non lanciarti, ancora scandalosamente casto,
dall'ultimo piano del tuo palazzo

Ridevano di te
perché eri diverso
avresti dovuto tu, ridere di loro
perché sono tutti uguali
E non lanciarti, ancora scandalosamente casto,
dal tuo terrazzo senza ali

Vola ragazzo, vola, a 16 anni adesso puoi


(A.N.)
TETA VELETA testo di Alberto Nicolai
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