RaccontoErotico1: notte di fine luglio

scritto da Dottoressa Eros
Scritto 12 anni fa • Pubblicato 12 anni fa • Revisionato 12 anni fa
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Autore del testo Dottoressa Eros
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racconto autobiografico
- Nota dell'autore Dottoressa Eros

Testo: RaccontoErotico1: notte di fine luglio
di Dottoressa Eros

Mi aveva colpito subito.
Appena i nostri occhi si sono incrociati...zac! L'ho proprio visto Cupido che scagliava la freccia. Credo sia normale che un gruppo di ragazze ventenni in vacanza da sole cerchi tra gli animatori il più carino. Quella volta è stato diverso...ho sentito qualcosa.
Nel cuore, nello stomaco, tra le gambe.
Ecco perchè non volevo quasi crederci quando, durante la seconda notte, ci siamo ritrovati in spiaggia a chiacchierare.
Pensavo ci volesse provare. O meglio, lo speravo.
Sfoderavo le mie armi migliori; le gambe, le tette, il sedere. Sempre con discrezione, ovvio, ma lui mi guardava con quegli occhietti maliziosi e fintamente indifferenti.
Ho provato con il classico “sento freddo” per farmi abbracciare, ma più di darmi la sua felpa non ha fatto.
Sembravo un fagotto con il sex appeal di un nano da giardino dentro la sua felpa per me enorme.
Ed è stato proprio in quel momento che, come se lo avesse già fatto mille volte, si è chinato su di me e mi ha baciato.
La sua lingua scivolava impetuosa sulla mia mentre ha preso ad accarezzarmi il sedere.
Ci siamo ritrovati stesi sullo stesso lettino e io mi sono messa sopra di lui.
Volevo sentire la sua voglia sulla mia, il suo cazzo duro sulla mia fighetta bagnata.
Mi strofinavo su di lui; lo volevo, volevo urlare di piacere e godermelo tutto per il poco tempo che avevamo a disposizione.
Un lungo brivido mi ha scosso la schiena quando, delicatamente, ha spinto un dito lì dietro, dove a nessuno prima di lui avevo dato il permesso di avventurarsi...
Un bellissimo vuoto allo stomaco.
Assecondavo i suoi movimenti, mi spingevo per averne di più, per sentirmi ancora più bagnata.
Ero ormai completamente partita di testa, avrebbe potuto farmi fare tutto quello che voleva, la voglia aveva preso il sopravvento su testa e cuore.
Si è messo sopra di me e l'ho visto in tutta la sua imponenza, in tutti i suoi 186cm di bellezza assoluta.
Ha iniziato ad accarezzarmi sotto l'ombelico...e io già gemevo, nell'impazienza di accoglierlo nel mio nido umido e voglioso.
Mi ha slacciato il bottone degli shorts, abbassato la zip...il tutto in pochi secondi che mi sono sembrati un secolo.
E poi finalmente ho visto la sua mano infilarsi sotto le mutandine.
Ansimava, con la testa tra il mio collo e la mia spalla, mentre con le dita mi toccava proprio lì, sul clitoride infuocato.
Sentivo le sue dita scivolare su di me, regalarmi quel piacere che tanto volevo.
“Basta, basta...” mi sono sentita dire un attimo prima di esplodere.
“Che c'è?” mi ha sussurrato tirando fuori la mano.
Ero completamente stordita; avevo paura di provare un'emozione così forte.
Non ho risposto, non riuscivo nemmeno a parlare.
Lui non si è dato per vinto e si è messo le mie gambe sulle spalle.
Laggiù tutto si agitava, reclamava la sua lingua così forte quasi da star male.
Lo vedevo osservarmi, con quei suoi occhi scuri così profondi e penetranti, mentre mi assaggiava, muoveva con sicurezza la lingua dentro di me.
Ero lì lì, sempre più bagnata, sempre più eccitata...ma forse la lingua era troppo debole per farmi urlare di piacere come avrei voluto.
E quando è tornato a toccarmi con le dita non ce l'ho fatta più...mi son liberata in un orgasmo lunghissimo.
Mi guardava con tenerezza, accarezzandomi con lo sguardo.
Non poteva finire così.
Non ero soddisfatta totalmente perchè lui ancora non lo era.
Sono tornata sopra e l'ho baciato; sapeva di me e della mia voglia di godere.
Ma in quel momento ne avevo un'altra; prenderlo in bocca e succhiarlo come se non ci fosse un domani.
Sono scesa a baciarlo sugli addominali scolpiti, sotto l'ombelico, sulla fossa iliaca...e lui ha iniziato a fremere quando ho preso a strofinare una mano sul suo membro.
Con studiata lentezza gli ho abbassato boxer e pantaloncini, ritrovandomi faccia a faccia con il suo cazzo durissimo.
Mi guardava con due occhi imploranti.
No, non era ancora il momento.
Prima doveva soffrire un po'.
Era mio, completamente mio. Potevo fare quello che volevo.
Non volevo dargli subito soddisfazione così ho iniziato ad accarezzarlo con le labbra, prima sulla punta poi su tutto il resto.
Poi ho messo un po' di lingua.
E poi non ne potevo più nemmeno io.
L'ho accolto tutto nella mia bocca e mi lasciavo guidare dalle sue mani, che mi spingevano delicatamente la testa verso il basso.
Ansimava, ansimava sempre di più.
No, era troppo presto.
Ho stretto le labbra e, succhiando con tutta la forza che ho in corpo, l'ho fatto uscire da me.
Si è lasciato andare a un lungo sospiro, mi ha alzato la testa per baciarmi con una passione che non avevo mai sentito.
Ma non era il momento di baciarsi.
Ho ricambiato frettolosamente e sono tornata con la faccia tra le sue gambe.
L'ho ripreso in bocca, tutto, fino alla gola, stretto di nuovo le labbra e...via, un'altra succhiata forte.
Tre, quattro, cinque, sei volte.
Non ce la faceva più.
Mi ha fatto tornare su, appoggiare la testa sulla sua spalla e mi ha abbracciata stretta.
“Non l'avrei mai detto” mi ha mormorato guardandomi con dolcezza “ma hai un talento”
a quel punto sono stata io a prendergli il viso tra le mani e a baciarlo.
Forse gli bastava, forse lui era a posto così, ma io no.
Per abitudine non lascio le cose a metà.
Così mi sono intrufolata di nuovo sotto i suoi boxer e ho afferrato il suo membro, ancora gonfio di desiderio.
Questa volta niente giochi, niente indugi...volevo farlo venire.
“Togli la mano, togli la mano...!” ha esclamato a un certo punto con voce spezzata.
“Perchè?”
“Non vorrei sporcarti...”
“Ma smettila” l'ho interrotto tornando di nuovo a fare su e giù con la mano stretta intorno al suo cazzo.
Era totalmente mio, potevo controllare il suo piacere.
Ho continuato fino a quando l'ho sentito finalmente liberarsi e il suo liquido caldo colare sulla mia mano.
“Pulisciti pure nel mio asciugamano” ha detto “poi domani lo lavo..."
RaccontoErotico1: notte di fine luglio testo di Dottoressa Eros
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