Il mio inverno è così gelido che per coprirmi non basta una sciarpa, congela tutti i miei movimenti, penetrando come un ago spinoso dentro ai tessuti, sia degl'indumenti e della carne, ghiacciandomi persino i piedi nonché indossi per la neve, l'appropriata scarpa.
Il mio inverno è una stagione dove non la trovi in nessuna parte del globo, distruggendoti persino il tuo guscio più stabile e solido, lasciandoti spoglio e vulnerabile come un uovo sodo mentre rimane fisso con la propria presenza, equivalente a quella d'un chiodo.
Sembra mai non cessare, le continue raffiche di vento gelido, tale qual volta, abbia appena acceso per riscaldarmi, non appena una misera fiamma, ricavata, levigando della gracile pietra, gelandola, bloccando con timore come ai primordiali anni di vita, il tentato progresso dell'uomo della pietra.
Avvolte credo per togliere questo infestante gelido umido, non basti neppure una forte fonte di calore tipo il sole, poiché esso risiede come un icerbag nell'interno del più profondo, anche se tento continuamente nel cambiare "barca", spunta nel momento più inaspettato, tornando a sprofondare nuovamente giù affondo, in un millesimo secondo.
Spero un giorno possa godermi tutto il calore delle seguenti stagioni, curioso nel godermi i vari tramonti d'ognuno con tutti i differenti soli, toccando con le dita ancora ibernizzate i calorosi raggi, prima che il giorno muori...
Il mio inverno testo di Poeta urbano