E chi l’ha detto che dobbiamo essere arte compiuta?
I lineamenti imprecisi, le imperfezioni, non sono forse
definizioni di unicità? Amore incompreso negli occhi di due amanti,
giuramento di forza e promessa di non mollare mai.
E chi l’ha detto che ci debba essere obbligatoriamente una fine?
E se la vita non fosse altro che un tendere verso un fine?
L’accartocciarsi di una foglia in autunno, il volto corrucciato dopo un litigio,
non sono forse la paura e il dubbio leve verso l’infinito?