Il Capricorno

scritto da Raskolnikov
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Testo: Il Capricorno
di Raskolnikov

Il Capricorno


Essere del Capricorno non mi è mai piaciuto, beati quelli senza corna. Mi affascina l'Acquario o i Pesci. I Capricorno e gli Ariete vanno fieri delle loro corna, io no.

Fare gli anni a gennaio è una gran seccatura, divento grande col freddo, le mie giunture reclamano i tropici. Vorrei che il tic tac rallentasse un pochetto, invece accelera il bastardo.

Volevo essere uno scrittore (un duro) invece non sono nessuno. Chissà cosa ci propinerà quest'anno il festival di Sanremo. Febbraio è il mese della nascita di mio padre, Acquario. Lui viveva senza farsi tante paranoie, il guaio è che le creava agli altri. Io sono l'esatto contrario: vivo di complessi ma gli altri li lascio stare, ho troppo rispetto del mio prossimo, son Capricorno.

Uno dei miei tanti complessi è che non smetto di avere terrore del futuro, anche lui un mostriciattolo con le corna, e mi consolo pensando: tanto la mia vita è adesso, vivi l'oggi e lascia perdere il futuro. Vivi l'oggi. Goditi il tuo splendido compleanno, guardati un video porno, leggiti un fotoromanzo, cucinati i bastoncini Findus che ti piacciono tanto e poi la sera rilassati con un bel bagno alla vaniglia. Se non bastasse puoi aprire il sito di scrittura (Alidicarta) dove ci stanno tanti amici e tanta bella gente. Perché non essere felici quando va tutto bene?

Cosa vorrei per il mio compleanno? Son materialista ma mi accontento di poco: un viaggio a Kyoto e nuova utilitaria oltre agli auguri dei miei migliori amici di penna. Fatemi gli auguri così faccio il bis in panoramix ma non chiedetemi l'età che tanto già la sapete: "Vecchio, diranno che sei vecchio..." ("Spalle al muro" cantata da Renato Zero).

Il Capricorno testo di Raskolnikov
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