Sonetto XVll

scritto da Michele 57
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Autore del testo Michele 57

Testo: Sonetto XVll
di Michele 57

Riecheggian le selve, entro le fronde,
d’un mesto rossigniuol l’aëreo canto,
ch’al ciel solleva, fra singulti franto,
il duol che dal suo cor nel carme infonde.

Di quell’aspro cantor l’aure e l’onde
paion seguir concordi il ritmo affranto,
e mi conquide, inver, quel crudo pianto,
che l’alma mi percuote e mi confonde.

Bell’augel pellegrin, la tua tristezza
diffondi, fra le balze, in guisa cara,
nel rimembrar l’immago di bellezza

ch’in cor t’illuminò qual stella chiara,
e meco piangi ancor, con tenerezza,
quel ben che congedò la nota amara.
Sonetto XVll testo di Michele 57
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