Siamo in un bar, Davide è un grafico pubblicitario di 41 anni e sta facendo colazione con il solito cornetto e cappuccino, così mentre è distratto dal cellulare sente il rumore di campanellini quelli che suonano quando si apre la porta, alza gli occhi e vede entrare una ragazza, rimane folgorato. È una ragazza esile con un cappotto rosso, baschetto dello stesso colore, ha i capelli rossi non naturali che le scendono fino al seno, occhi scuri, scarpe con i tacchi e una borsa nera a tracolla. Davide non le stacca gli occhi di dosso, lei si siede, si toglie il cappellino,si sistema i capelli e la frangetta. È bella avrà 30 anni circa, ma ha gli occhi tristi, spenti. Davide la fissa quando sorseggia il caffè e quando vede il cellulare. Lei dopo aver terminato si guarda allo specchio, si ripassa il rossetto, mette cappotto cappello saluta e va via. Davide vorrebbe seguirla teme che non la vedrà più così lo fa, e la vede entrare in un negozio del centro lavora lì, fa la commessa. Il giorno dopo al bar la rivede, questa volta aveva un cappottino bianco, gonna beige, stivali che le arrivano al ginocchio dello stesso colore, e maglioncino bianco. Guardava tutto di lei, ogni singolo dettaglio, ma gli occhi erano sempre tristi, come se stesse quasi per piangere, una mattina aveva gli occhi lucidi come se avesse pianto da poco e le scendevano delle lacrime. Lui voleva andare vicino per dirle: "Che è successo?" La fissava e talvolta i loro sguardi s'incrociavano, qualche volta gli era passata affianco e si erano toccati, erano stati così vicini che lui aveva sentito il suo profumo e lei aveva detto: "Scusi permesso." Ogni giorno si vedevano nello stesso posto, e lei ogni volta era sempre perfetta e impeccabile ma sempre triste. Lui voleva parlarle, allora un giorno va al negozio dove lavora. Davide è comunque un bel quarantenne. Ha i capelli corti biondi barbetta e occhi castani. Si tiene in forma correndo, dimostra qualche anno in meno. Entra nel negozio, lei si avvicina: "Buongiorno, posso aiutarla?" lui la guarda incantato, vede che indossa una collanina con sopra scritto "Andrea" e un cuoricino finale, capisce che allora non è libera. Lui allora un pò spiazzato dice: "Mi serve un maglioncino, vorrei quello" lo prende gli chiede la taglia, lui lo porta in camerino se lo misura, non gli interessava minimamente nulla di quel maglioncino, lui era lì per lei voleva un approccio. Esce dal camerino, lo misura, lei lo aiuta a sistemarlo, e lui sente le sue mani che gli sistemano il maglioncino, si avvicina così tanto che sente il suo profumo. Davide si eccita leggermente ed è imbarazzato teme che lei se ne accorga. Poi lei dice:"Ha una faccia conosciuta, ci vediamo al bar ogni mattina è lei giusto?" "Si si" risponde sorridendo Davide che sente ad un certo punto la titolare dire: "Alice vieni un attimo" Lei chiede se può andare un attimo via, Davide dice di sì, e alla fine acquista il maglioncino. Davide sa il suo nome è Alice, cerca sui social sa che è impossibile ma ci prova, ma nulla non c'è, poi pensa a quella collanina, spera che sia il fratello o il padre. Si vedono la mattina dopo, si salutano facendo segno con la mano. A Davide lei piace tanto, tantissimo, vorrebbe un approccio ma nulla, non riesce, lei è molto chiusa, schiva. Una mattina la vede correre verso l'autobus ma invano, l'ha perso, si dispera, allora Davide le si avvicina dicendo:"Ciao problemi?" "Ho perso il bus e devo andare a lavorare, non so cosa fare" "Se vuole l' accompagno io" "No no non si preoccupi" dice lei, e Davide risponde: "Il prossimo passerà tra 15 minuti" Alice allora decide di accettare. Sale in macchina, abbassa lo specchietto si guarda, tocca quella collanina la bacia, Davide la guarda con la coda dell'occhio, poi si presentano: "Comunque sono Davide" "Alice" piacere. "La ringrazio per il passaggio" dice Alice e Davide risponde: "Diamoci del tu" va bene risponde lei. Quando scende dalla macchina lo ringrazia. Lui la vede allontanarsi. "Che bella" pensa. Davide ha lavorato anni a Roma in una multinazionale e da poco è rientrato nella sua città natale lavorando sempre per la stessa azienda. La mattina successiva Alice si avvicina "Grazie ancora per ieri, posso offrirti la colazione per sdebitarmi?" Davide è felice e accetta subito. Lei per tutto il tempo tocca sempre quella collanina, Davide dice: "Ti va di venire a mangiare una pizza con me?" Lei rimane spiazzata e dice: "Scusa devo andare." Davide non capisce il perché sia scappata così. I giorni successivi non va al bar. Passano 15 giorni e lei è sparita, a Davide manca, manca tanto, così decide di andare al negozio dove lavora e le dice: "Ciao, scusami per quella mattina, non volevo offenderti." "No non mi hai offesa, non mi va di parlare scusa, poi ora devo lavorare" Davide così va via.
Paura di amare - capitolo 1 testo di redvelvet00