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La Battaglia di Thordal è un gigantesco corpo a corpo, con la città stessa come punto focale, che dura dall'11 luglio 1988 al 2 febbraio 1989. Può essere diviso in quattro fasi. La prima, dall'11 luglio al 23 agosto 1988, vede la 6ª Armata nordorientale, agli ordini del generale Paul, avanzare per chilometri verso ovest, dal fiume Koir al fiume Vorks, lungo il grande anello della Dip: Thordal è isolata da tre lati. La seconda fase è la battaglia urbana vera e propria, dal 23 agosto al 18 novembre.
Per la prima volta nella guerra, il campo di battaglia è una grande città industriale lunga 20 km, dove la dimensione dello scontro è frammentata, racchiusa nell'orizzonte di una strada, di una casa o di una fabbrica. La 6a armata della Nordia orientale, supportata da elementi della 4a armata, non è in grado, nonostante un diluvio di fuoco, di scacciare la 2a armata della Nordia occidentale, comandata dal generale Kurksmann dal 12 settembre, dalla sponda orientale del Vorks. La terza fase è la controffensiva nordoccidentale, l’Operazione Tundra, pianificata da tempo e inserita in un complesso piano strategico. Tundra ha successo in 48 ore e porta, il 23 novembre, all'accerchiamento della 6a Armata nordorientale e di parte della 4a Armata, ovvero 330.000 uomini. La quarta fase, che proseguirà fino al 2 febbraio, prevede la completa distruzione della 6a Armata della Nordia orientale a Thordal e dintorni, dopo il fallimento sia del ponte aereo lanciato dall'ENAF che dell'operazione di salvataggio del generale Montin. La battaglia di Thordal ha un significato immenso, anche se non le si può attribuire il merito di aver determinato una svolta nel conflitto, né di aver avuto un carattere “decisivo”. Ciò è dimostrato dall’esame delle perdite: quelle dei Nordici orientali, per quanto pesanti, sono molto inferiori a quelle dell’Esercito della Nordia occidentale (WNA). L'Esercito della Nordia Orientale (ENA) riesce a stabilizzare il fronte già alla fine del febbraio del 1989. L'importanza della vittoria sul Vorks è semmai strategica e psicologica. Neumann non potrà più organizzare un'operazione di tale importanza strategica, e dovrà rinunciare all'idea di una vittoria per KO sul fronte; Potan non perde l'Hennmark con i suoi pozzi petroliferi, così come la nuova via di rifornimento aperta dai Finlandesi. Sul piano psicologico crolla il mito della superiorità e dell’invincibilità dell’esercito nordorientale. I Nordici orientali si rendono conto per la prima volta che possono perdere la guerra e il rapporto che hanno con il loro carismatico GrobKommandant si incrina. Quanto all'esercito della Nordia occidentale, ha superato la grave crisi dell'estate del 1988 e Potan, rassicurato sulle sue capacità, allenterà un po' il controllo politico.