Aveva scelto la casa sul mare sarebbe stato il luogo perfetto. Un posto da sogno, con una vista sul porto che ammaliava. Era Giugno, il mese della spensieratezza e lei un tempo lo era stata, ricordava le lunghe passeggiate sulla spiaggia baciata da un sole ancora tiepido, il gusto del salato sulle labbra misto al dolce del suo gelato preferito comprato alla solita bancarella, quella vicina al molo. Riempì la sua piccola valigia di tutto ciò che era in grado di contenere, si guardò allo specchio e sorrise nel vedersi di nuovo bella. I capelli biondi e lisci lunghi fino alle spalle, i grandi occhi verdi e il collo nudo e sottile, quel collo che lui amava tanto sfiorare con le dita e con le labbra. Dallo specchio vedeva riflessa l’immagine del suo pianoforte, le ore trascorse a suonare con le sue dita agili una melodia di Bach davanti ai suoi amici, ai suoi genitori e soprattutto davanti a lui e di nuovo le sue dita e le sue labbra sul suo collo. La casa si ergeva fiera sulla scogliera, schiaffeggiata dalle onde sia d’estate che d’inverno. Osservò gli infissi corrosi ormai dal tempo e dalla salsedine, controllò tutte le stanze, spalancò ogni finestra. Quella del soggiorno si affacciava proprio sulla scogliera. Un precipizio di oltre dieci metri. Era pronta per l’incontro con il suo amore. Piegò quel collo e lo offrì ancora una volta alla sua passione. Volò via, verso la sua ultima destinazione.
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