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Quando mi chiedono se sono antifascista, in genere rispondo così:
- Dipende.
E in genere l'interlocuture ribatte con
- Dipende da cosa? Sei antifascista ad intermittenza?
Quindi spiego
- Certo che no: non dipende da me ma dal significato che dai tu al termine "antifascista" all'interno della domanda. Io so bene cosa sono, la domanda è se tu sai bene cosa mi stai chiedendo.
- In che senso? Tutti sanno cosa vuol dire antifascista...
- Eh no, il punto sta proprio lì. Il termine assume un significato diverso a seconda della collocazione storica, temporale o semantica. E di rcente anche dalla risposta che l'interlocutore si attende. Per cui è sempre meglio essere sicuri se stiamo parlando della stessa cosa.
In genere a questo punto il dialogo prende due strade:
1 - Se non dichiari di essere antifascista significa che in fondo sei fascista.
2 - Qualsiasi significato abbia la parola antifascista, la nostra Costituzione è antifascista e quindi come cittadino italiano non puoi dire di non essere antifascista.
Inutile commentare la 1, ma anche la 2 perché poi diventa difficile spiegare che, a seconda del significato che si prende del termine, la nostra Costituzione può essere considerata antifascista o no.
L'esperienza mi ha dunque insegnato che ad una domanda del genere è meglio non rispondere perché difficilmente chi fa la domanda è in grado di comprendere la risposta.
E quasi sempre non ha mai avuto intenzione di farlo.