grazie alla morte

scritto da bluedream
Scritto 25 anni fa • Pubblicato 24 anni fa • Revisionato 24 anni fa
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quando ho scritto questo testo stavo passando un brutto periodo e ho utilizzato questo racconto per cercare quel non so cosa che mi facesse sentire meglio...
- Nota dell'autore bluedream

Testo: grazie alla morte
di bluedream


Mi rigiravo nel letto e la tensione aumentava sempre più. Non volevo alzarmi perché mi sentivo coccolata dalle coperte ma nello stesso tempo qualcosa mi rendeva nervosa e mi impediva di godermi quel caldo. Alla fine mi alzai, guardai dalla finestra il cielo bianco e grigio che… mi opprimeva e mi intristiva da morire…anche stamattina lui…anche stamattina il suo sguardo…si anche stamattina l’avrei visto e avrei desiderato di morire. Erano passati molti mesi, molti mesi ricchi di lacrime e incomprensioni, ma lui non concepiva quella mia sensibilità, spesso mi domandava scusa per il male che continuava a farmi ma più di quello niente.
Arrivai a scuola e lui mi venne incontro, mi guardò intensamente ma non sorrise, mi fece una carezza e piano piano mi chiese ”come stai luna?” io avrei voluto volare via in quel momento o urlargli che stavo male che ero stanca e che volevo solo amarlo non per forza essendo amata.la mia giornata si concluse dopo quell’istante, perché tutto per me girava intorno a lui…o meglio… lui era tutto.
Tornata a casa guardai sulla scrivania, c’erano una decina di lettere incomplete, scritte e mai più sfiorate, colme di stati d’animo ed emozione, piene di cancellature come a voler evidenziare tutti i miei dubbi…le mie paure e indecisioni. Le presi in mano, piena di tristezza le strinsi per accartocciarle e poi scivolai lentamente con la schiena al muro, fissando il vuoto con gli occhi lucidi, osservai attentamente tutto quello che mi circondava,poi il mio sguardo ritornò a tutte le lettere che tenevo tra le mani,provavo un disprezzo incredibile perché nella mia mente loro erano solo testimonianze di eccessiva sottomissione mentale verso di lui. Andai in bagno e li, diedi fuoco a tutti quei fogli.
Erano solo le5, mi misi a letto, piansi, pregai a lungo, mi tappai le orecchie perché sentivo infinite voci che mi urlavano ”smettila sciocca” poi mi addormentai…sognai…sognai tanto quel pomeriggio…sognai una scala ,provavo a risalirla ma mi ritrovavo sempre nei primi 3 gradini, provavo con tutte le mie forze ma era impossibile… quando mi svegliai era già mattina, sì mattina. Si…sudata e vestita avvolta da una coperta.
No. Anche stamattina no. Si. Quella mattina volevo cambiare…sì.
Pioveva forte, mi lavai con acqua gelida sperando di far percepire al mio corpo qualche sensazione e quando infilai il maglione caldo provai piacere e quasi commozione.
Presi l’autobus che mi avrebbe portato dove volevo andare, ero frastornata e scrutavo ogni piccola cosa fuori dal finestrino, le macchine che veloci passavano…con persone che… magari avevano provato quello che io stavo provando… le nuvole…le mie mani segnate a vita dal dolore…le mie braccia ancora fasciate…e poi…il niente.
Che cosa meravigliosa il niente, avrei dato la vita per il niente.
Scesi vicino al mare, il freddo mi penetrò nelle ossa, la testa mi fece male, i tagli mi bruciarono.
Camminai davvero a lungo, arrivai dove volevo arrivare e cosi mi sedetti a uscii dallo zaino un pennarello, scrissi quello che dovevo scrivere. Poi sorrisi e passai la lingua sulle labbra per sentire il sapore salato di quelle lacrime amare, ma… continuavo a sorridere, forse per la consapevolezza del gesto che stavo per compiere.
ero quasi sollevata.
Canticchiai la canzone che sempre canticchiavo nei momenti in cui cercavo un po’ di forza e cosi… mi alzai…saltai su uno scoglio vicino ma ancora non ero pronta, la mente era troppo occupata dai ricordi che quel posto mi stava facendo tornare alla memoria. Aspettai un po’, volevo la mente sgombra e gli occhi asciutti sul serio. Mi chinai sulle ginocchia e mi feci una carezza, mi feci quasi tenerezza da sola, riflettevo… e giungevo sempre alla stessa conclusione. Non provavo amore per una vita che non aveva fatto altro che negarmi quello stesso amore, per poi… sottopormi di continuo a continue delusioni, continue cantonate. Mi sporsi in avanti e il mare era li…pochi metri sotto di me,mi aspettava, ero certa che volesse amarmi per l’eternità,in fondo…avrei voluto solo essere amata in quel momento.alzai le braccia come a volere prendere nei polmoni tutta l’aria del mondo, e poi le abbassai per espirare..come a voler cacciar via tutti i pensieri…
Per uno strano motivo qualcosa non funzionò e il mio corpo perse improvvisamente ogni forza.
In quell’istante volai, in quell’istante morii… MA GRAZIE ALLA MORTE ORA SONO RINATA.









grazie alla morte testo di bluedream
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