Contenuti per adulti
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Atterrati, questa è l'isola del non ritorno, siamo in troppi e tutti ammassati, l'aria è pesante e gli unici pensieri sono ai nostri cari,
si sentono lacrime che sbattono a terra come tuoni e urla strozzate da tanto appetito di rinascita.
Ci troviamo qui senza un destino, l'orizzonte è oscurato dalla foschia e il cielo è un orgia di tonalità grigie, l'ansia non ci permette di comunicare con l'altro e quindi il silenzio si fa potente, non proviamo imbarazzo ma solo una forte sensazione di abbandono.
Siamo qui, forse in cerca di risposte o forse con le risposte nelle mani che non ci aspettavamo, siamo così tanto innamorati della vita che preferiamo metterci da parte nella speranza che qualcun'altro morda la mela che non siamo riusciti a mordere quando ne abbiamo avuto la possibilità.
Fa freddo, ma non è il solito freddo invernale è un freddo diverso dalla solita sensazione di tremarella, taglia le ossa e fa male, giuro che è la sensazione più brutta che abbia mai provato, adesso l'aria è secca fatichiamo a respirare, stiamo cadendo in un tunnel, fatto di contrasti e abbandono, la notte si fa vicina e di raggi di sole neanche l'ombra oggi, domani sarà un altro giorno in attesa di una mano che ci spiani il tragitto verso la vita.
Un altro giorno è arrivato, quell'angosciante giornata di ieri si ripropone come avanzo del pranzo, il silenzio continua, l'aria è ancora secca, siamo ancora qui, tutti insieme.
Qualcosa sta cambiando però, un raggio di sole penetra le nuvole, e cade dritto e rapido verso uno di noi, da lì, pian piano il cielo si aprì sempre più, fummo così colpiti dalla luce, ci guardammo, cominciammo a ridere di risate libere, risate pure e fiere, sapendo che quella mano che qualche tempo prima ricercavamo adesso era lì che ci stava rialzando e ci stava facendo allontanare da quello che era il nostro porto sicuro, allontanare dalle incertezze e dal insicurezza, vengo alla luce come un girasole, alzo la testa e la punto verso il sole, sorrido di lacrime e penso di riuscire adesso a superare ancora più sfide, ero e sono un cristallo, la cui fragilità non è una debolezza ma una raffinatezza.