Rianna

scritto da A.B.
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A.
Autore del testo A.B.

Testo: Rianna
di A.B.

Ascolta Rianna
la voce che scende la sera
mentre guardi dalla finestra
il giorno spegnersi fra le dita.
Non chiudere al vento leggero
nell'attimo che chiede un sorriso
ma sciogli nelle sue ali i capelli
come in lunghi filari i rami di salici
trascinati verso il mare dal fiume blu.

Ascolta Rianna
le parole tintinnare sul tetto
e mormorare nel bosco addormentato
la musica del cuore
sugli strumenti della pioggia.
Segui senza timore
il filo accattivante della sinfonia,
il corso dei pensieri
che con un tocco magico di malinconia
ti chiede ragione di ciò che sei,sarai ed eri.

Ascolta Rianna
ma non dire le tempeste,
quanti nuovi astri fra le stelle
stasera doneresti come veste,
un manto di pelle di leopardo
ad abbracciare del tuo sospiro
tutti gli angoli dove posi lo sguardo.

Taci Rianna,
non odo parole umane che dici
ma solo voci di morte.
Tu pure se guardi le canne contorte
fra le nubi delle tue attese
mi chiederai per quale via
la vita d'accontentarti in qualcosa intese.
Tu pure nell'insostenibile del reale,
un dedalo sanguinante di sospiri,
vorrai vedere a una luce meno spettrale
gli echi che fra le tue mani rigiri,
enigmatiche voci incomprensibili,
risposte lontane di angeli infantili.

Taci Rianna,
in tanto clamore non provare la risposta,
non forzare le pareti al labirinto
ma vedi se fra le pareti è nascosta
una porta o una fessura dal colore indistinto
che dalla volta di stelle ti dia ragione
dell'inarginabile vuoto, la tua condizione.

Non piangere, Rianna.
C'è già l’idea del diluvio implacabile
nella tua notte d'estasi infelice
ad inseguire da lontano l'incolmabile
in questa tanto subitanea sera
ma non definitiva e vera
come quella che quando verrà
sarà sera davvero per sempre.

Ed ecco, Rianna,
nell'alba il suono di primavera,
lo stridio d'un mattino di morte
che sfugge veloce con la tua vita,
il capo del filo che ti era porto:
si è perso l'appiglio,
si è sparso per sbaglio
nella breve notte l'alito d’illusione
e nello splendore d'un fuoco fatuo,
il riverbero lontano delle prime luci,
ritrovi scarna la trasparente filigrana,
la celluloide senza spessore che sei,
un'ombra non si sa dove sospesa.

E a me che chiedi
oltre questo muro come faremo a trascenderci
non lasciare il rimprovero severo,
la colpa di chi ti provoca e arrivederci,
ti saluta senza il conforto d'una ragione
ma vieni invece se puoi anche domani
a cercare un filo che diventi mano
e porta e tempio d’un oltre sovrumano.

"Mi ritrarrò dal cielo di perla
e seguirò l'autunno sui suoi passi:
viali di platani e foglie accartocciate,
un dedalo familiare per la foresta
da dove sono nata all'orizzonte.
In me è uno scopo, fissità del divenire,
per non essere mai nulla all'inverno
e come i volti di tanti stupefatti di vita
cui nessun angelo rivela i divini scherzi,
stare con una palla rossa sui rami secchi,
le braccia tese verso un cielo di specchi
e l'anima comunque mossa ad arcani silenzi".
Rianna testo di A.B.
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