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Il dolore è una brutta bestia. Ti fa credere che tu sia guarito, poi parte una canzone di quattro anni fa e il nodo alla gola torna a stringersi. Giusto quando avevi imparato a conviverci con quel nodo come si convive con un coinquilino disordinato: non vuoi che sia lì ma nessuno dei due può andarsene perché la casa sembrerebbe vuota, troppo vuota. Appena torni a curvare le labbra all'insù, trovi una foto di quando a ridere non era la bocca ma erano gli occhi, e ora all'improvviso ogni sorriso sembra falso. Da un giorno all'altro ti rendi conto di sentire un peso che ti grava sul petto, non sai nemmeno più quando è stata l'ultima volta che ti sei sentito leggero, libero da quella pietra che ti frantuma lo sterno e comprime i polmoni come fossero spugne da cui strizzare fuori fino all'ultima goccia d'acqua insaponata.
Il dolore trasforma la tua vita in un film, una proiezione di cui tu sei spettatore e non più protagonista. La pellicola è di quelle ai sali d'argento con il film un po' mosso stampato in bianco e nero, ed è con il tempo entrata in contatto con il sale delle lacrime. Ora molti dettagli non si vedono, alcune immagini sono coperte da uno strato come di nebbia, il confine tra due fotogrammi è stato completamente corroso. Ogni qual volta si faccia un disperato tentativo di restauro, le piogge acide che attraverso le ciglia cadono come da nuvole rendono il lavoro impossibile: la vista è sfocata, la pellicola si danneggia e finisce per essere messa peggio di prima.
Ma c'è un particolare di questo film in bianco e nero che ancora resiste, convinto d'essere l'ultima roccaforte alleata quando tutti gli altri avamposti sono stati conquistati dai battaglioni nemici. Il colore. Solo tu puoi sentirlo perché questi colori non si vedono, si sentono vividissimi sulla pelle. L'effetto coglie di sorpresa chi non è preparato, e dà l'impressione d'essere qualcosa che è lì anche se non dovrebbe starci, "di troppo" dove dovrebbe invece regnare sovrano.
Ma il dolore è una brutta bestia. Ti fa credere che tu sia guarito, poi quell'anniversario arriva ed è come la notifica di un compleanno, uno di quelli che hai smesso di festeggiare anni fa ma di cui non puoi cancellare l'esistenza.
Al cinema della mente danno la solita proiezione, ma stasera, quando ti siederai sulla solita poltroncina in fondo ? quella dove ti sei messo centinaia di volte ?, il film avrà un sapore diverso, il nodo alla gola tornerà a stringere, le labbra torneranno a rilassarsi da quel finto sorriso, la pietra tornerà a frantumarti lo sterno e comprimere i polmoni.