La Danza Delle Madrine

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Testo: La Danza Delle Madrine
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Il villaggio di Malizia giaceva in una valle inondata perennemente dal sole dove il tempo sembrava scorrere più lentamente. In quel silenzio sospeso viveva Leggiadra, una lepre bianca così pura da risultare quasi insopportabile per le donnole del luogo. Bella, aerodinamica, appetibile e soprattutto inafferrabile rappresentava per le cacciatrici un tormento costante, un sogno che nessuna di loro era mai riuscita a infrangere.
La sua resistenza era leggendaria. Durante la fuga Leggiadra manteneva un passo costante e inesauribile che logorava i nervi e i muscoli delle sue inseguitrici. Le costringeva a girare per ore in spirali concentriche fino quando, sfinite e umiliate, non abbandonavano la caccia per pura disperazione.

Il Patto
Un giorno, a Malizia giunse Lucrezia La Liquidatrice, una donnola dallo sguardo vitreo, considerata una cacciatrice esperta e feroce, che le propose una sfida, da disputarsi il mattino successivo, nel bosco. Leggiadra accettò e, secondo tradizione, le due decisero di portare le rispettive madrine come testimoni della perfida contesa: Presuntuosa, che aveva sempre nutrito l'ego di Leggiadra, e Adelaide La Tessitrice, la guida silenziosa di Lucrezia. La posta in gioco era l'esistenza stessa: una gara di resistenza fisica dove l'unica via d'uscita era il totale annientamento dell'altra.

Il Mattino del Giudizio
Alle otto del mattino il bosco era già inondato dal sole. Leggiadra e Lucrezia iniziarono la loro danza, un girotondo stucchevole e mortale che sembrava sospeso fuori dal tempo. Lucrezia mostrò la ragione della sua fama. Nonostante il repentino scatto della sua rivale, rimase incollata alle sue impronte come un'ombra fatale.
Presuntuosa, nel frattempo, un po’ annoiata e sdraiata pigramente sull’erba, osservò la scena con il consueto sorriso malizioso. Aveva passato la vita a deridere le madrine delle sconfitte ed era sicura che quel giorno sarebbe stato lo stesso. Ma mentre le ore passavano, il silenzio della valle divenne più denso. Le solite crisi respiratorie che colpivano le inseguitrici di Leggiadra non arrivavano.
Per la prima volta, fu Adelaide La Tessitrice a volgere lo sguardo verso Presuntuosa, fissandola con una malizia che sapeva di secoli. Presuntuosa cercò di ignorarla, ma la realtà era inesorabilmente crudele:Lucrezia La Liquidatrice possedeva riserve di energia che sfidavano la natura. Poco dopo, Adelaide tornò a fissare la rivale e Presuntuosa accusò il colpo in modo più evidente. Leggiadra stava vacillando; la sua corsa era diventata pesante e incerta.

Il Rituale della Fine
Adelaide La Tessitrice percepì l’odore della vittoria e osò un gesto estremo. Mentre fissava Presuntuosa, iniziò a muovere il corpo in un balletto sensuale e inquietante. Le sue zampe anteriori disegnarono nell'aria figure sfrontate, un linguaggio muto che preannunciava l'imminente banchetto. Era una promessa di ferocia e voluttà: le unghie di Lucrezia avrebbero presto lacerato la carne di Leggiadra, e quelle di Adelaide avrebbero lacerato la carne di Presuntuosa. Strani suoni, simili a lamenti funerei, iniziarono a levarsi dall'erba mossa dal vento, mentre Lucrezia incalzava la sua preda in modo ancora più ossessionante, annunciando un verdetto mortale. Adelaide osò di più. Con gli occhi arrossati dal piacere, si mosse in modo ancora più malizioso e sfrontato.

Il Tramonto Rosso
La fine giunse inesorabile, come l'ultima nota di una sinfonia tragica. Lucrezia La Liquidatrice balzò su Leggiadra, sfinita e avvilita, e Adelaide La Tessitrice si lanciò su Presuntuosa, attonita e disperata. Il sole, che iniziava a calare dietro le colline di Malizia, illuminò con i suoi ultimi raggi purpurei la vittoria definitiva di Lucrezia e Adelaide culminata con un lauto banchetto ai danni di due splendide e altezzose prede, finalmente distrutte. Poi, le due vincitrici, ancheggiando in modo sfacciato, sparirono tra i cespugli.

La Danza Delle Madrine testo di bizzarre
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