Carla

scritto da GA.VI
Scritto 2 anni fa • Pubblicato 2 anni fa • Revisionato 2 anni fa
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Autore del testo GA.VI

Testo: Carla
di GA.VI

                                                                               CARLA                            

Conoscete voi Carla?

No! Non è una donna né una bimba

È solo un essere Che a tutti sorride.

È una dea terrena,

nasconde la pena

e sul volto dipinge la serenità.

La conobbi in un giorno che lento svanì.

Quasi non parlai, era così dolce

Starle vicino e guardarla negli occhi.

Chi sei gli chiesi, cosa vuoi?

Non so mi rispose.

Non so, ma cerco qualcosa.

Dall’umile veste mia

Ne feci un tappeto per lei

E ai piedi lo posai

Come una leggera figura di nebbia

Tracciò orme profonde

Mentre in cuor mi si svegliavano i canti.

Seguirono giorni che sembravano attimi,

sebbene felici fatti di lei.

Conoscete voi Carla? No!

Io la vidi sulla spuma dell’onda

Su un letto di nube,

su un manto di foglie ingiallite, talvolta piangente

Quando, nell’alba, radiosa appariva

Tutto svaniva tranne il suo viso

Meta di sguardi senza pensiero.

Perché mi guardi? (spesso chiedeva)

Ed io confuso,

come pauroso di rompere un sogno

le accarezzavo i capelli.

Rispondevo fra fiabe e castelli,

 

 

con voce tremante: ti amo.

Lei guardava al di fuori non dentro di me.

Conoscete voi Carla? No!

Non è la mia condanna ma qualcosa che vibra.

E’ solo una tenue luce,

che lontano libera e acceca l’umano.

Così come era con me

Quando teneva stretta la mano,

sentivo i suoi noti, come, tasti di un dolce piano.

Oh! Sogno vano, dagli abissi marini ai cieli infiniti

Cospargi le spine solo ai feriti.

A ciò non credetti

Poiché mi illusi di averla accanto

Ma l’ultimo canto, mi si spezza il cuore

Quando la fiamma venne spezzata da un

Vento crudele senza timore.

Ricordate voi Carla? No!

io la rivedo in ogni pensiero,

come la vidi, come la perdetti,

piena di vita senza difetti.

Ora mi chino al voler ingrato, ormai lo so al destino niente è negato.

Nessuno lo sa quel che mi resta di tanta festa

Che ad inno innalzai.

Tutto quel che sperai arde si, di fiamma che non brucia.

Quale altro essere può darmi quel che vidi, se,

triste me ne sto a domandare: conoscete voi Carla?

Con ironia la gente la mia follia comprende e si pente;

per consolare un bimbo sperduto diranno: sì ritornerà.

Io piango e a tutti chiedo, anche quando in chiesa

Prego una Madonna:

conoscete voi Carla?

 

 

Carla testo di GA.VI
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