Di Bacco, abbacchio e Venere / faccio buon uso, in

scritto da trap
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 17 anni fa • Revisionato 17 anni fa
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Autore del testo trap

Testo: Di Bacco, abbacchio e Venere / faccio buon uso, in
di trap

Tatatàm, tatatàm-tàm
ròllan tamburi trònfi come cannoni
dopo una pizza o due quattrostagioni
e patapìm e patapùm patapàm!

Vedi un po’ se non son le canne al vento
come un sapido brasato al Barolo.
Tienti la carne, io il vino mi scolo.
Pur ti cedo il cannabico fumento.

Che ci volete far, sono all’antica:
se quella naturale è sotto scacco
io cerco l’allegria nel cuor di Bacco
seppur con parsimonia da formica.

Non curo gli Ornellaia e i Sassicaia,
vini che fanno grasso chi li vende
- ma il prezzo l’acquirente irride e offende.
Per me, posson crepare di vecchiaia.

Un buon bicchiere di rosso corposo
- non guasta se c’ha pure qualche annetto –
da soli o in compagnia, in cucina o a letto
rende solare pur novembre uggioso.

Alzo perciò la coppa e anche il salame,
sputo sopra gli hamburgher e il ketchùp
Ora sapete come si droga il Trap
per darvi il buonumor, con folli trame
Di Bacco, abbacchio e Venere / faccio buon uso, in testo di trap
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