Un fugace temporale di saette latore la tintarella interruppe a tre belle signore. Da capo a piedi tutte frasciche zuppe sotto gli ombrelloni ove doccia s’interruppe trovarono alfine stanche affannato rifugio. E sulla rena soffice come maturo fico posàron lor triplice sedere col pertugio. Poi Cupido freccia scoccò amico e per la pelle umida e sudata di desiderio da tempo non sfrenato ne innescò la collettiva chiavata col bagnino da cotanta beltà arrapato. Un vucumprà nero nero come nera pece s’aggregò al quartetto ululante gioioso che d’ogni inibizione i legacci disfece nella lussuria d’un giorno non focoso.
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